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Una famiglia su tre non può pagare l’università ai figli

Ricerca di Save the Children. Per un adolescente su cinque la lettura non rappresenta un interesse. Effetto crisi anche al cinema. I ragazzi vedono il grande schermo sempre meno

Una famiglia su tre non può pagare l’università ai figli

Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di Milano

La crisi economica toglie la possibilità di studiare. Il 31% di madri e padri italiani infatti ammette di non poter pagare l'università dei figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 22% dei genitori intervistati), salvo chiedere un prestito (9%). È uno degli aspetti emersi dalla ricerca Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani realizzata da Ipsos per Save the Children, e diffusa oggi in occasione del lancio della campagna Allarme infanzia. Secondo i genitori italiani i propri figli vanno al cinema meno frequentemente di quanto desidererebbero, a causa del costo del biglietto (53%, 68% per i ragazzi), o perché sempre più sale chiudono come segno difficile fase economica (7% genitori e 6% dei ragazzi). Per porre un freno al caro libri (percepito dal 22% degli adulti e dal 24% dei ragazzi), la biblioteca si propone come soluzione prevalente per i "divoratori" di quelli extrascolastici (29% dei genitori e dal 28% dei ragazzi). Allarmante, ma probabilmente segno di una crescente e dilagante povertà di cultura, il fatto che per un adolescente su 5, la lettura non rappresenti un interesse. Per il 17% dei ragazzi (21% dei genitori), le vacanze non ci sono già più mentre il 23% (15% dei genitori) le ha fatte ma più brevi del solito. Fra i genitori il 7% ci ha rinunciato per consentirle ai figli mentre 1 su 3 dice di riuscire a realizzarle grazie ad offerte low cost o all'appoggio di parenti e amici.

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