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La Pentecoste di movimenti e comunità

Nel prossimo fine settimana Roma sarà invasa dagli appartenenti a movimenti ecclesiali, associazioni e nuove comunità che si raduneranno per l’evento con ogni probabilità più imponente, dal punto di...

La Pentecoste di movimenti e comunità

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Nel prossimo fine settimana Roma sarà invasa dagli appartenenti a movimenti ecclesiali, associazioni e nuove comunità che si raduneranno per l’evento con ogni probabilità più imponente, dal punto di vista numerico, dell’Anno della Fede. Sono più di 120.000 gli iscritti da tutto il mondo ma è facile prevedere che saranno molti di più. Per i precedenti eventi, a fronte di 65.000-70.000 iscrizioni, i pellegrini in piazza S. Pietro e in via della Conciliazione erano almeno 150.000, come ha ricordato il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione mons. Salvatore Fisichella. Del resto, queste realtà sono espressione della vitalità della Chiesa: «L’obiettivo e le finalità restano identiche e comuni per tutti: portare la gioia del Vangelo a ogni persona - ha detto l’arcivescovo - Molti giovani, uomini e donne, in queste realtà ecclesiali spesso hanno ritrovato non solo la fede un tempo perduta o divenuta sterile e indifferente, ma hanno compiuto una vera conversione di vita».

Il programma inizierà sabato mattina con il pellegrinaggio per gruppi alla tomba di Pietro. Dalle 15 in piazza il raduno, condotto da Lorena Bianchetti, con musiche e testimonianze, che culminerà con l’arrivo di Papa Francesco alle 18 e l’intronizzazione della venerata immagine della Madonna Salus Populi Romani. Previste altre due testimonianze molto significative, quelle di John Waters, irlandese, scrittore ed editorialista, che ha ritrovato la fede dopo un lungo «periodo di buio», e di Paul Batthi, pakistano, fratello di Shahbaz, il ministro per le minoranze del governo di Islamabad ucciso nel 2011. Poi il Pontefice risponderà a braccio ad alcune domande. Domenica alle 10.30 Messa di Pentecoste e ultimo Regina Coeli dell’anno liturgico. Sarà senza dubbio un’esperienza variegata, una dimostrazione della diversità di carismi e di modi di vivere la fede nell’unità della Chiesa, stretti intorno al Papa. Mons. Fisichella ha confermato l’esistenza di un «effetto Francesco, anche se è un’espressione che non mi piace particolarmente. Ho testimonianze dirette qui a Roma ma anche di tanti parroci del Nord e del Sud Italia che confermano come molte persone si siano accostate di nuovo alla confessione, magari dopo anni, perché toccate dalle parole del Papa. Molti vogliono ascoltarlo, vederlo, toccarlo, anche grazie alla sua immediatezza sconvolgente. E questo comporta una riflessione sull’importanza della fede, dell’essere cristiani». Storie di conversioni confermate dal segretario del Consiglio, mons. Ruiz Arenas, che ha parlato di un forte risveglio della fede anche in America Latina come hanno detto i vescovi di Colombia e Messico giunti a Roma per le canonizzazioni di domenica scorsa.

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