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Nuovo attacco al cantiere della Tav

Una trentina di manifestanti hanno tagliato le recinzioni e lanciato bottiglie incendiarie. La società della Torino-Lione: «Aggressione di carattere quasi terrorista»

Nuovo attacco al cantiere della Tav

TAV-C_WEB

La Questura di Torino ha comunicato che questa notte intorno alle 3.15 una trentina di persone col volto coperto e abbigliate con indumenti di colore scuro hanno attaccato il cantiere Tav di Chiomonte. Tagli alle reti del cantiere, blocco dei varchi con funi di acciaio, lanci di razzi, bombe carta e bottiglie incendiarie le azioni le azioni compiute ad alcuni contestatori. Una bottiglia incendiaria lanciata da sopra il cunicolo esplorativo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, avrebbe colpito e danneggiato un compressore. Le forze dell'ordine hanno risposto con il lancio di lacrimogeni e allontanato i manifestanti. Attorno al cantiere la polizia ha trovato un mortaio rudimentale, due bottiglie incendiarie inesplose, alcune torce, catenacci, cesoie e una maschera antigas. In corso le indagini della Digos per identificare gli autori dei danneggiamenti. La LTF-Lyon Turin Ferroviaire, società responsabile della sezione transfrontaliera della Nuova Linea Torino-Lione, denuncia che il cantiere di Chiomonte «è stato bersaglio di un episodio di violenza nella notte scorsa: ignoti hanno compiuto un’incursione nell'area dei lavori e hanno appiccato il fuoco a un motocompressore nei pressi dell’imbocco del tunnel geognostico». Ferma la condanna per «quest'ennesima aggressione, di carattere quasi terrorista, che mette nuovamente a repentaglio la sicurezza in cantiere e la vita dei lavoratori». Secondo la società, l'aggressione «segue di pochi giorni l’episodio di violenza ai danni di un operaio a cambio del turno di lavoro». A causa degli eventi di questa notte e del «clima di scontro violento generatosi in Valle» LTF fa saper che «non potrà garantire il servizio di informazione ai cittadini» previsto per domani al Comune di Bussoleno, nell'ambito del procedimento per l'iter autorizzativo del progetto definitivo. «Vista la grave degenerazione della situazione - conclude Ltf - al momento non ci sono le condizioni per fornire con serenità le necessarie informazioni ai proprietari interessati dall’opera e garantire la sicurezza del personale LTF».

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