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Aggrediti a picconate. Le vittime sono tre

Anche il pensionato di Modena non ce l’ha fatta Kabobo sarà sottoposto a perizia psichiatrica

Aggrediti a picconate. Le vittime sono tre

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Sale a tre il numero delle vittime della tragedia di Niguarda. Non ce l'ha fatta il pensionati Ermanno Masini, 64 anni di Modena colpito lo scorso sabato in via Adriatico dalla furia cieca del ghanese Mada ‘Adam’ Kabobo, il killer del piccone ora rinchiuso nel carcere di San Vittore.

Il pensionato è morto ieri mattina al Policlinico di Milano dopo tre giorni di coma. L’uomo era originario di Lama Codogno, un comune in provincia di Modena. Masini era un abitudinario: tutte le mattine usciva di casa quasi alla stessa ora per portare fuori il cane ed è stato sorpreso alle spalle dall’aggressore che l’ha colpito alla testa una volta e dopo averlo tramortito gli ha sferrato altri colpi all’addome e al volto. Masini è stato il terzo ad incrociare la pazzia di Kabobo quella mattina.

«Era un uomo buono, molto impegnato nel volontariato e sempre pronto ad aiutare gli altri». Questo è il ricordo del vicino di casa di Ermanno Masini. «Aiutava le persone anziane, si impegnava moltissimo, al punto che neanche io avrei avuto la forza di fare ciò che faceva lui». Il vicino, suo coetaneo, ricorda momenti passati insieme e descrive Masini come «un uomo grosso e forte, che avrebbe potuto ammazzare soltanto una persona con la stessa furia del Ghanese».

Masini aveva da poco perso la consorte, morta alcune settimane fa. Lascia un figlio, Andrea, che lavora in un'azienda milanese. «Non mi resta più nulla». È questo il laconico commento di Andrea Masini, il figlio del pensionato. È stato affidato proprio al figlio il cagnolino che la vittima stava portando a spasso la mattina dell'aggressione.

Tra le vittime del gesto efferato del ghanese anche Alessandro Carolè, 40 anni, subito ricoverato in codice rosso alla Clinica Città Studi per una profonda ferita alla testa. Carolè, che abitava con l’ziana madre, è deceduto poco dopo l'arrivo in ospedale. Daniele Carella, 21 anni, impegnato nella consegna dei giornali alle edicole, è stato dichiarato in elettroencefalogramma piatto dai medici dell'ospedale Niguarda alle 10.50 di lunedì mattina e ufficialmente morto 6 ore dopo. La famiglia della giovane vittima ha dato il permesso per la donazione degli organi.

Gli altri due feriti si sono salvati: si tratta di Francesco Niro, l’operaio di cinquant’anni colpito alla testa, che è stato dimesso dall’ospedale domenica, e Andrea Canfora, ventiquattrenne, dipendente di un supermercato, che ha riportato una frattura a un braccio.

Per la morte delle tre persone aggredite sabato scorso, a Milano sarà lutto cittadino. Lo ha dichiarato il sindaco Giuliano Pisapia: «È un modo – ha detto – per dimostrare tutta la vicinanza della città ai familiari delle vittime». La data del lutto non è stata ancora fissata e dipenderà dal giorno in cui verranno celebrati i funerali.

Malgrado formalmente ancora non sia stata disposta, da quanto si è saputo,è probabile che Mada Kabobo verrà sottoposto nei prossimi giorni a accertamenti psichiatrici anche alla luce dell’interrogatorio di lunedì nel quale l’uomo ha detto di essere stato mosso nella sua follia da «voci cattive».

Tensione ieri sera in piazza Belloveso dove era allestito un banchetto del Pdl, per raccogliere firme per chiedere più sicurezza nel quartiere, quando è arrivato un gruppo di donne e uomini che ha mostrato cartelli che chiedevano silenzio e rispetto per le vittime.

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