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Violentava la figlia dell’amante: condannato

Otto anni a un geometra catanese che ricattava la ragazza di 14 anni minacciandola di diffondere il video con lo stupro. Indagini partite da un’inchiesta sulla pedofilia on line a L’Aquila

Una storia di violenza e soprusi conclusa con una condanna a 8 anni di reclusione. È la sentenza emessa a Catania nei confronti di un geometra riconosciuto colpevole di aver violentato la figlia quattordicenne della sua amante e di averla ricattata con i filmati dei loro rapporti sessuali per costringerla a tacere. Il verdetto è stato emesso dal gup di Catania, Giuliana Sammartino, con rito abbreviato. L'imputato, un geometra di 48 anni, rispondeva di violenza sessuale su minorenne, tentativo di induzione alla prostituzione e produzione di materiale pedopornografico. L'accusa è stata sostenuta dai pm Marisa Scavo e Laura Garufi, coordinati dal procuratore capo Giovanni Salvi. Gli stupri avvenivano nello studio professionale dell'uomo dove la minorenne si recava per avere lezioni doposcuola. La ragazzina sapeva della relazione extraconiugale della madre e il geometra la minacciava non solo di diffondere i video, ma anche di fare picchiare il padre, che era all'oscuro di tutto. Il geometra aveva filmato anche i suoi rapporti con la madre della quattordicenne. Le indagini sono state condotte dalla polizia postale e delle comunicazioni di Catania, nell'ambito dello stralcio di un'inchiesta sulla pedofilia on line aperta dalla magistratura dell'Aquila, e in cui era emerso che il geometra scaricava da internet filmati a contenuto pedopornografico. La polizia postale, in pochi mesi di lavoro, controllando file in possesso dell'uomo, è riuscita a estrapolare quello in cui era ripresa la violenza sessuale sulla quattoridcennne, e a identificarla. Poi ha trovato anche il filmato della madre della minorenne. I due file sono agli atti del processo.

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