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Se n’è andato Lutring il «solista del mitra»

Nascondeva le sue armi nella custodia di un violino

Se n’è andato Lutring  il «solista del mitra»

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I genitori, due ebrei askenaziti, sognavano che diventasse un violinista. Ma lui di quello strumento portava con sé solo la custodia. E dentro ci teneva il mitra. L’ultimo «bandito gentiluomo», il superstite della malavita milanese «romantica» che, pur vivendo di rapine a mano armata, seguiva un codice d’onore che vietava l’assassinio, «il solista del mitra», «l’Americano», «Lo zingaro», l’autore di scorribande criminali fra il Belpaese e la Francia definito più volte «nemico pubblico numero uno», si è spento l’altra mattina alle 3,30 ad Arona, in provincia di Novara. Luciano Lutring aveva 76 primavere e, anche se la sua storia apparteneva ai ruggenti Anni ’60, quando non esisteva internet, l’annuncio della sua scomparsa è stato dato da una delle figlie, Katiusha, su facebook: «Con il dolore nel cuore, annuncio che mio padre è venuto a mancare questa notte. Ringrazio tutti coloro che gli sono stati vicini e lo hanno stimato», ha scritto la giovane donna dai capelli neri e fluenti come il padre e dagli occhi chiari come l’acqua di mare.

Luciano nasce a Milano da Elvira Minotti e Ignazio Lutring. Attratto dal mondo della «mala», un giorno compra una Smith&Wesson della polizia canadese. Non ha le cartucce, che sono fuori commercio. Ma quell’arma gli farà guadagnare il soprannome di «Americano» e con essa debutterà come rapinatore. Bandito per caso, sosterrà lui, probabilmente romanzando l’episodio: «Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste - racconterà - Andai. Ma l’impiegato era lento e io detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la pistola che portavo sotto la cintura. Lui credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino». Da quel momento i «colpi facili» dell’Americano si susseguiranno uno dietro l’altro. Al termine della sua lunga «carriera» se ne conteranno centinaia, alcuni nel Belpaese, altri in Francia, per un totale di 30 miliardi di bottino. Parliamo di lire, naturalmente. Durante uno di questi, a Parigi, il 1 settembre 1965, venne ucciso un agente e Luciano fu ferito gravemente. E arrestato. Scontò 12 anni di carcere e in cella iniziò a scrivere e dipingere, tenendo anche una corrispondenza con l’allora presidente della Camera Sandro Pertini. Sempre in Francia Lutring scrisse la sua autobiografia, «Lo zingaro», dalla quale sarà liberamente tratto un film. La sua parte verrà affidata ad Alain Delon. Nel 1966, invece, esce il lavoro di Carlo Lizzani basato sulla sua storia, «Svegliati e uccidi», interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volontè.

Grazie a un accordo franco-italiano, Lutring venne trasferito nel carcere di Brescia. Unico caso di un malvivente che si conosca, ottenne due grazie, la prima dal presidente Georges Pompidou, la seconda, nel 1977, da Giovanni Leone. Impiegò i suoi anni di libertà a dipingere. Molti dei suoi quadri erano dedicati a Milano, città che amava con tutte le sue forze. La sua attitudine da ladro gentiluomo, unita alle celebri frasi in dialetto milanese pronunciate sui luoghi dei «misfatti», contribuì a rendere Lutring un personaggio popolare. Tra le sue opere: «Il solista del mitra» e «L’assassino non sciopera» (Longanesi), «Una storia da dimenticare», «Catene spezzate», «Come due gocce d’acqua» e «L’amore che uccide», tutti editi da Acar. Nel 1977, da una relazione con Dora Internicola, nacque il figlio Mirko, che morirà in un incidente il 17 gennaio 1991. Poi, nel 1985, Luciano Lutring sposò Flora D’Amato, dalla quale avrà due figlie gemelle, Natasha e Katiusha. Si separerà nel 1997. Tra le sue opere: «Il solista del mitra» e «L’assassino non sciopera»(Longanesi), «Una storia da dimenticare», «Catene spezzate», «Come due gocce d’acqua» e «L’amore che uccide», tutti editi da Acar. In precedenza era comnvolato a nozze con Elsa Candida Pasini, modella valtellinese conosciuta con il nome d’arte di «Yvonne Candy». L’aveva incontrata a Cesenatico e le aveva sottratto le valigie. Però, affascinato dalla sua bellezza, aveva finto di averle ritrovate per conoscerla. E fare colpo. Anche con lei.

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