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Il Papa benedice la Marcia «La vita è sacra, va difesa»

Bergoglio ricorda la petizione nelle parrocchie «Uno di noi» per la protezione giudirica dell’embrione

Il Papa benedice la Marcia «La vita è sacra, va difesa»

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Quarantamila persone a Roma alla marcia della vita, le stime degli organizzatori. Un fiume di gente, e famiglie con bambini, partiti ieri mattina, dal Colosseo a Castel Sant’Angelo. E a San Pietro l’appello per la difesa della vita e la protezione dell’embrione di Papa Francesco. «Invito a mantenere viva l’attenzione di tutti - ha detto il Papa - sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento». Il Pontefice ha anche voluto ricordare «la raccolta di firme» che ieri si è tenuta «in molte parrocchie italiane, per sostenere l’iniziativa europea "Uno di noi", per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza». Francesco ha poi annunciato la «"Giornata dell’Evangelium Vitae", che avrà luogo qui in Vaticano - ha detto - nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo». L’ha definita «un momento particolare per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana».

«La nostra marcia è quella di un popolo che vuole infondere nuova vita in una società che si decompone e muore», aveva annunciato alle 8.30 la portavoce della marcia, Virginia Coda Nunziante, alla partenza, al Colosseo. Presente anche il padre, Luigi Coda Nunziante, presidente dell’associazione Famiglia domani, che ha marciato accanto al cardinale statunitense Raymond Leo Burke, prefetto del Supremo tribunale della segnatura apostolica. Saldatura anche con gli antiabortisti francesi, con la presenza di Xavier Dor, fondatore di Sos Tout-petits (allarme per i piccoli). E i saluti dei numerosi rappresentanti di movimenti pro-life giunti da tutto il mondo: Jeanne Monahan, presidente della March for Life di Washington, Lila Rose, considerata dall’organizzazione abortista Planned Parenthood come la nemica numero uno, Geoffrey Strickland, di Priest for Life, il dottor Xavier Dor, medico condannato 15 volte in Francia per aver lottato contro l’aborto, Blondine Serieyx, rappresentante della Manif pour tous francese, Antony Burkhard, rappresentante di Droit de naitre, altra associazione francese impegnata nella difesa della vita e Federica Iannace Swift, dell’irlandese Youth Defence.

In marcia anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno e la sua delegata alle pari opportunità, Lavinia Mennuni, oltre a Giorgia Meloni, con una delegazione di Fratelli d'Italia, Maurizio Gasparri, Paola Binetti, Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi. In piazza anche Magdi Cristiano Allam.

Forti gli slogan sui cartelli: «Ogni aborto è un bambino morto», «La vita inizia dal concepimento», «Abortire la 194», «Basta con i genocidi silenziosi», «+ nascite -aborti», «194: già 5 milioni di morti». «La marcia - scrive il presidente del Consiglio pontificio per la famiglia, Vincenzo Paglia, in una lettera indirizzata a Luigi Coda Nunziante - è un gesto per risvegliare le coscienze, per testimoniare la propria convinzione di fede, e mobilitare gli uomini di buona volontà in difesa della vita e mantenere vivo nella società il rifiuto dell’aborto come questione umana e antropologica decisiva e universale». E poi religiosi e religiose dell’Istituto del Verbo incarnato, esponenti dei Legionari di Cristo e del Regnum Christi, del Movimento laicale orionino, con il superiore generale don Flavio Peloso, dell’Ordine di Malta con monsignor Azelio Manzetti, di monsignor Ignacio Barreiro, direttore dell’ufficio italiano di Human Life International.

Il grazie degli organizzatori al Papa, grati che abbia salutato l’iniziativa al Regina Coeli e incontrato i partecipanti sulla papamobile in via della Conciliazione. «L’accoglienza di Papa Francesco - dicono - è il più alto riconoscimento per la Marcia per la vita e la conferma della sensibilità del Pontefice ai principi non negoziabili, a cominciare dal diritto alla vita».

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