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Il 12 maggio 1974 il referendum sul divorzio. Tre anni dopo morì Giorgiana

Il 12 maggio del 1974 il referendum sul divorzio. La data resta indissolubilmente legata a quello storico referendum di 39 anni fa. Tre anni dopo, nello stesso giorno, il 12 maggio 1977, durante una...

Il 12 maggio del 1974 il referendum sul divorzio. La data resta indissolubilmente legata a quello storico referendum di 39 anni fa. Tre anni dopo, nello stesso giorno, il 12 maggio 1977, durante una manifestazione radicale non autorizzata che celebrava il terzo anniversario della vittoria del referendum sul divorzio fu uccisa Giorgiana Masi, diciannovenne romana che morì nei pressi di Ponte Garibaldi.

Per ricordare la giovane, nel 36esimo anno della morte, ieri mattina, un sit-in e un mini corteo, di giovani, donne, attivisti e collettivi è andato in scena a Campo de’Fiori, proprio mentre il popolo della vita sfilava dal Colosseo a piazza San Pietro. E nelle parrocchie, all’uscita delle messe domenicali, fino a sera, si è firmato per l’iniziativa europea «L’embrione uno di noi» per tutelare giuridicamente la vita dal primo istante del concepimento.

La manifestazione per Giorgiana Masi ha allertato, per la sua vicinanza con la Marcia della Vita ma tutto è filato liscio. La sicurezza non è stata presa in contropiede. Cordoni di forze dell’ordine si sono schierati lungo il corteo dei collettivi, ma non ci sono stati incidenti. Neppure quando per un attimo i due cortei si sono sfiorati, ognuno ha continuato a sfilare per conto suo, senza problemi. Chi ha ricordato Giorgiana è poi tornato verso Campo de’ Fiori.

«Nel giorno del ricordo di Giorgiana Masi, Roma ha lanciato il suo grido di libertà contro l’oscurantismo cattolico», ha dichiarato Sandro Medici, ex presidente di municipio candidato sindaco di Roma. «In questo senso trovo stupefacente e culturalmente devastante che il senatore Marino definisca giusta una manifestazione di legionari dell’integralismo clericale». «Abbiamo deciso di scendere in piazza - ha aggiunto Medici - non solo per denunciare l’applicazione a proprio piacimento del Protocollo sui cortei da parte del sindaco Gianni Alemanno, ma per ribadire il diritto a manifestare, difendere la libertà delle donne e dare voce a chi su divorzio, aborto e diritti non vuole un ritorno al passato».

Nonostante i divieti, il corteo ha raggiunto il luogo dove Giorgiana morì sfilando per le strade del centro. Da Campo de’ Fiori sono arrivati a Ponte Garibaldi dove fu uccisa Giorgiana e dove oggi una lapide la ricorda. Fiori e slogan per lei, e un’intitolazione simbolica del Lungotevere che da Raffaello Sanzio è diventato Giorgiana Masi.

La Marcia per la vita non gli è andata giù. Non sono mancate polemiche nemmeno sul percorso della manifestazione per la vita. «Informiamo il sindaco - ha dichiarato il consigliere capitolino del pd Paolo Masini - che molti cittadini ci stanno chiamando per segnalare l’abusivo passaggio del Corteo della Marcia per la Vita attraverso la Festa del Minivolley che si sta svolgendo ai Fori Imperiali. Il corteo in ricordo della morte di Giorgiana Masi - continua - uccisa il 12 maggio 1977, era stato vietato per "non creare disagi ai cittadini in concomitanza con altra manifestazione". Ci chiediamo, allora, come mai il sindaco non abbia fermato il passaggio della Marcia, senza alcuna previa autorizzazione, nella zona dei Fori Imperiali proprio mentre era in pieno svolgimento un’altra manifestazione, di carattere sportivo e ludico, organizzata per centinaia di bambini».

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