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Un’altra donna ustionata Caccia a due aguzzini

Tre casi in un mese. Sta diventando emergenza

Prima un’avvocatessa sfigurata da due albanesi mandati a farle del male dall’ex compagno, a Pesaro, il 16 aprile. Poi una donna incinta aggredita, il 6 maggio, da uno sconosciuto a bordo di uno scooter mentre sta andando all’ospedale di Cuggiono, vicino Legnano, per un controllo. Per fortuna, non è in gravi condizioni. E ancora, ieri, un’altra vittima della follia di questi uomini vigliacchi, senza coraggio, pericolosi. E per nulla spaventati. Perché le nostre leggi troppo spesso lasciano impuniti questi mascalzoni che, nella vita, hanno il solo obiettivo di annientare mogli, fidanzate, amanti. Femminicidio, nel peggiore dei casi. Una vita distrutta, come è successo pochi giorni fa a Pesaro, per l’avvocatessa. Che, definirla, una fine migliore della morte, è tutto da verificare. Sta diventando emergenza. E non siamo nel Terzo Mondo o in India, dove non solo le turiste, ma anche le bambine di pochi anni ogni giorno vengono sottoposte a violenze e sevizie di ogni tipo. Siamo nell’Occidente. In Italia. E le mani armate non sono più solo quelle degli stranieri.

Ieri, a dover ricorrere alle cure dei medici, una giovane di 32 anni, che ha aperto la porta di casa ai suoi aguzzini. L'hanno immobilizzata e costretta a versarsi la soda caustica sull’avambraccio. La donna, sposata e disoccupata, al momento dell'accaduto era sola in casa. Sull'identità dei suoi aggressori non avrebbe fornito elementi utili per le indagini anche perché i due, vestiti di nero, avevano il volto coperto. La vittima, che versa in buone condizioni di salute e ha riportato delle ferite non gravi, non aveva negli ultimi tempi ricevuto né minacce né intimidazioni. Ma in passato, nel 2012, aveva denunciato un uomo per violenza sessuale e il processo si era concluso quattro anni fa con una condanna.

Parla di un «comportamento d'altri tempi», la psicologa Gianna Schelotto, o anche tipico di altre culture, ma che in ogni caso «colpisce la donna nella sua bellezza, mira a sfigurarla e dunque a renderla indesiderabile e si configura come nuova forma di femminicidio».

A richiamare l’attenzione della politica su quella che sta diventando un’emergenza è Mara Carfagna, portavoce dei deputati Pdl: «Il primo errore che può commettere lo Stato nell'affrontare il fenomeno della violenza contro le donne è quello di sottovalutarlo, considerarlo di minore importanza rispetto ad altri fenomeni delinquenziali. Non deve esserci alcuna tolleranza per chi compie un atto così ignobile e codardo».

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