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Ripescata in mare l’altra scatola nera

È quella della torre dei piloti. Recuperato uno degli ultimi due dispersi

Dopo il  recupero del corpo del maresciallo Francesco Cetrola, 38 anni, nel porto di Genova continuano le ricerche del sergente Gianni Jacoviello, 33, ancora intrappolato tra le macerie della torre di piloti crollata in seguito all’impatto della Jolly Nero. I sommozzatori al lavoro al molo Giano hanno anche recuperato la scatola nera dei piloti. Si tratta, in sostanza, di un hard disk, cioè un registratore digitale di trasmissioni in VHF, una banda larga utilizzata dalle navi per le comunicazioni via radio. Il ritrovamento è particolarmente importante per ricostruire la dinamica dell'incidente ma la Polizia Postale, incaricata dalla Procura di recuperarne e analizzarne il contenuto, dovrà accertare che le registrazioni non siano state danneggiate. L'apparecchio sarà desalinizzato e pulito per poter recuperare il più elevato numero di dati possibile. Le indagini comunque vanno avanti. Le comunicazioni radio effettuate tra i rimorchiatori «Genua» e «Spagna» in servizio martedì nel porto di Genova con la Jolly Nero quando si è verificato ol drammatico incidente sono state poste sotto sequestro. Il sequestro segue l'istanza dell'avvocato Romano Raimondo, difensore del comandante della nave Roberto Paoloni, che ha chiesto di acquisire tutte le comunicazioni avvenute tra piloti, rimorchiatoristi e nave sia tra loro che con le rispettive centrali. Sarebbe stata disposta anche l'acquisizione dei tabulati delle telefonate tra il personale di bordo della Jolly Nero ed i vertici della compagnia Messina immediatamente dopo l'incidente. Il procuratore capo di Genova, Michele Di Lecce, non ha escluso nuovi avvisi di garanzia nei prossimi giorni. Al momento, nel registro degli indagati, oltre a Paoloni, è iscritto per omicidio colposo plurimo Antonio Anfossi, il pilota che guidava la operazioni di manovra. Il pm Cotugno ieri ha conferito l'incarico a due periti per valutare le condizioni della nave Jolly Nero. Si tratta degli ammiragli Mario Caruso e Claudio Boccalatte della Marina Militare. I legali dei due indagati, l'avvocato Raimondo e l'avvocato Golda, hanno nominato rispettivamente gli ingegneri Mattarelli e Gronda. In serata la Jolly Nero è stata spostata dal terminal Sech al pontile Oarn, alle Riparazioni navali mentre l’armatore Messina, in una nota, attacca i rimorchiatori: «Non riusciamo davvero ad accettare che i due rimorchiatori, anche ammesso che la macchina della nave fosse ferma nella fase di evoluzione, in quelle condizioni meteo - marine ottimali, non siano stati in grado di tenere una nave di medie dimensioni, come la Jolly Nero, lontana dalle banchine, in un così ampio specchio acqueo in cui manovrano navi di dimensioni ben maggiori». Ieri sono stati anche ascoltati tre dei quattro feriti in condizione di parlare con gli inquirenti ma la loro testimonianza non ha apportato nuovi elementi.

Le condizioni dei feriti sono in lieve ma costante miglioramento, anche se Enea Pecchi rimane in prognosi riservata. Dalle autopsie sui corpi delle vittime è invece emerso che tre sono morte annegate, le altre quattro per politraumi da schiacciamento. Le salme sono state restituite ai familiari: oggi dovrebbe essere aperta la camera ardente nella Capitaneria di porto genovese.

Ieri al molo Giano è arrivata anche Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole: «Ritengo - ha detto - che questo sia un giorno di silenzio. Ci sono le famiglie da rispettare, c’è tanta sofferenza».

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