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Nave abbatte torre Sette morti al porto

Si cercano due dispersi Indagati comandante e pilota

Nave abbatte torre Sette morti al porto

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Un boato ha squarciato nella notte il silenzio nel porto di Genova. Sette persone sono morte, sepolte sotto una montagna di macerie, quattro sono rimaste ferite e due risultano ancora disperse.

È questo il tragico bilancio dopo che ieri notte una nave portacontainer si è schiantata contro il molo Giano nel porto di Genova, provocando il crollo della torre di controllo dei piloti. Intorno alle 23 di martedì, la nave Jolly Nero della Messina - attualmente sotto sequestro - ha urtato il molo durante le operazioni per uscire dal porto. Lo ha riferito alla Camera il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, mettendo un punto fermo al bilancio delle vittime dopo che nelle ore scorse si sono susseguite cifre diverse sul numero dei decessi e dei dispersi.

Nella torre, al momento dell’incidente, c’erano 13 persone tra cui dieci militari della Guardia costiera e tre civili, operatori portuali, come si legge in una nota della Capitaneria di porto. Tra i quattro feriti, due sono in condizioni gravi e uno ha perso un piede, come riferito da fonti mediche.

Le vittime: Daniele Fratantonio, guardia costiera di 30 anni, di Rapallo; il sottufficiale Davide Morella, 33 anni, di Bisceglie, militare della Capitaneria di porto di Genova; Michele Rabazza, 41 anni, di Livorno, del corpo piloti di Genova, sposato e padre di due bambini; Sergio Basso, 50 anni, genovese dipendente della Rimorchiatori Riuniti; Marco De Candusso, 35 anni, ex comandante del porto di Lavagna, sposato e padre di un figlio di 13 anni; Giuseppe Tusa, il sottocapo di seconda classe, 30enne originario di Milazzo; Maurizio Potenza, 56 anni, telefonista, due figli, di cui uno, Federico, in un primo momento aveva creduto che il padre si fosse salvato. Due i dispersi: Gianni Jacoviello, 35 anni, della Capitaneria di La Spezia; Francesco Cetrola, 37 anni, militare della Guardia Costiera.

Le ricerche proseguono a inoltranza.

Oltre al comandante della nave Roberto Paoloni, di 63 anni, di Genova, è indagato anche il pilota del porto di Genova che si trovava a bordo della Jolly Nero per la manovra.

«Stiamo valutando anche altre ipotesi di reato: oltre a quella di omicidio colposo plurimo l’ipotesi potrebbe anche essere quella di attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi», ha aggiunto Anche il pilota del porto di Genova che si trovava a bordo della Jolly Nero per la manovra è indagato nell’indagine sull’incidente in porto. Lo ha dichiarato il procuratore di Genova Michele di Lecce. «Non è neanche escluso che ci possano essere altri indagati prossimamente», ha continuato Di Lecce ha spiegato che la Procura ha acquisito la scatola nera della nave e che nei prossimi giorni sarà esaminata. Sulla manovra, il procuratore ha detto: «Sembra che fosse una manovra non proprio usuale ma effettuata con una certa frequenza».

«Non siamo ancora in grado di definire le cause» dell’incidente, ha detto il ministro Lupi. Tra quelle ipotizzabili ci sono un’avaria al sistema di propulsione della nave, eventuali problemi ai cavi di trazione dei rimorchiatori, difetti di accosto o velocità della manovra».

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