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La colazione? Poca e davanti a Facebook

Crescono i salutisti. Meglio i biscotti del cornetto. Reggono caffè e cappuccino

La colazione? Poca e davanti a Facebook

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Cappuccino e cornetto al bar. Fino a qualche anno fa era la colazione preferita dagli italiani. Oggi, lo dice l’ultima indagine Doxa, nel Belpaese cresce il numero di coloro che la colazione non la fanno più. Sono 7 milioni i «breakfast skipper», ossia coloro che passano direttamente al pranzo. I motivi? il 50% la mattina ha lo stomaco chiuso, il il 37% vuol fare un pranzo più abbondante, il 34% non ha tempo.

Chi, invece, la mattina preferisce uscire di casa con lo stomaco pieno diventa più salutista rispetto al passato: caffè e cappuccino, che non devono mancare mai, con biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure una bella ciotola di cereali con frutta secca e fibra. A stare più attente a quel che mettono in tavola, sono le donne. Mentre mangiano, al contrario degli uomini (che hanno il risveglio più lento ), pensano già a pianificare la giornata. Il gentil sesso, poi, ama variare. I compagni, al contrario, in 8 casi su 10 non cambiano mai il menù neanche con il mutare delle stagioni ma si danno più tempo per consumare il primo pasto della giornata. Nel frattempo guardano la tv, leggono il giornale, rispondono a mail ed sms.

Una nuova abitudine (cattiva) si sta facendo invece strada tra il60% degli under 25: consumano una tazza di caffè e un dolce, spesso in solitudine, ma con gli occhi incollati ai social network. Il pensiero fisso, appena messi i piedi giù dal letto è controllare mail, sms, messaggi su Facebook e Twitter. E se la colazione ideale non esiste, perché va tagliata su misura in base ai reali bisogni dell’organismo, ci sono un paio di regole buone per tutti: mangiare entro un’ora dal risveglio e fare il pieno di carboidrati complessi e semplici che regalano l’energia per affrontare la giornata (circa 300-400 calorie equivalenti al 15-20% del fabbisogno giornaliero).

La spiegazione delle diverse scelte mattutine la dà l’antropologo alimentare Sergio Grasso: «La colazione da noi è sinonimo di dolcezza, non solo nel senso che nella tradizione mediterranea, si mangiano spesso cose dolci, a differenza di quanto accade nel Nord Europa, dove è il salato a esser ein primo piano. A livello emotivo questa voglia di cose dolci, di coccole, è l’altra faccia di un desiderio irrazionale che ci spinge a non decidere subito, a indugiare davanti alle scelte che poi inevitabilmente dovremo prendere nel corso della giornata». E chi la colazione la salta? «Il breakfast skipper - spiega Grasso - incosciamente elimina dalla vita la dolcezza, la considera una perdita di tempo, qualcosa di superfluo e di non conveniente. Salta i preamboli e va dritto al cuore, razionale, della giornata». Della serie: dimmi che colazione fai e ti dirò chi sei.

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