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Il Papa prega per i bambini vittime di abusi

«Tutti dobbiamo impegnarci con coraggio per difendere e tutelare ogni persona umana»

Il Papa prega per i bambini vittime di abusi

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La giornata dei bambini vittime della violenza ha offerto l’occasione a Papa Francesco per tornare pubblicamente su un tema che lo addolora e sul quale intende mantenere una linea di fermezza. Al termine della Messa celebrata per le Confraternite, prima del Regina Coeli, il Pontefice ha rivolto «un saluto speciale» all’associazione Meter presieduta da don Fortunato Di Noto, da decenni in prima fila nella lotta alla pedofilia e alla pedopornografia. Il pensiero di Francesco è stato rivolto «a quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi. Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata».

Già Benedetto XVI aveva dato indicazioni molto chiare per affrontare il problema degli abusi sessuali. Con il Papa emerito, la Chiesa ha vissuto una svolta epocale. Per prima cosa, ha cominciato a non aver paura di riconoscere la presenza di un fenomeno terribile al suo interno. Poi, ha spostato l’attenzione dalla salvaguardia dei presbiteri che si macchiano di queste colpe alla tutela delle vittime; infine, ha avviato un’opera di prevenzione sui candidati al sacerdozio. Papa Francesco, in un recente incontro con il prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede mons. Mueller, ha ribadito che la linea è questa e indietro non si torna. Malgrado ciò, i numeri sono ancora preoccupanti. Quando il fenomeno emerse in tutta la sua gravità, anche grazie all’opera incessante di mons. Scicluna, per anni promotore di giustizia della Congregazione, si registrarono circa 3000 casi riferiti al periodo 2001-2003. Ora a Roma arrivano in media 400 segnalazioni l’anno. È cambiata la «geografia» di questi abusi. Se in passato era un fenomeno che riguardava quasi esclusivamente il mondo anglosassone, ora è in crescita nell’area latino-americana, in Europa (soprattutto in Italia, Spagna e Polonia). Ma, come aveva detto Benedetto XVI, non esistono «fenomeni locali». Il problema sociale è universale, non solo ecclesiale ma civile. E in questo senso, le leggi della Chiesa sono molto più severe perché considerano un crimine tutti gli abusi, di ogni genere, sui minorenni (per molti Stati, invece, sono tali solo quelli commessi su minori di 14 o 12 anni). Circa il 90% degli abusi denunciati all’ex S. Uffizio sono omosessuali e riguardano minori di età compresa tra 15 e 17 anni.

In precedenza, rivolgendosi alle variopinte Confraternite presenti in piazza per l’Anno della Fede (circa 100.000 persone), Francesco ha fatto riferimento a tre parole, citando, per le prime due, il suo predecessore: evangelicità, ecclesialità e missionarietà. «La pietà popolare, di cui voi siete un’importante manifestazione - ha detto - è un tesoro che ha la Chiesa e che i Vescovi latinoamericani hanno definito, in modo significativo, come una spiritualità, una mistica, che è uno spazio di incontro con Gesù».

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