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Pista passionale per il delitto di Dragona

Una testimone: «Ho visto la ragazza discutere animatamente con un uomo»

Pista passionale per il delitto di Dragona

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OSTIA Il corpo riverso a terra, in una pozza di sangue. A pochi centimetri uno scooterone grigio e un casco. Sono le 22,12 dell’altro ieri sera quando al centralino del 113 arriva una segnalazione di incidente stradale in via Riserva del Pantano, a Dragona. I primi a dare l’allarme sono un ragazzo e una ragazza che, notato il corpo sull’asfalto apparentemente senza vita, chiamano l’ambulanza. Alessandra Iacullo, 30 anni, muore prima di arrivare al pronto soccorso del Grassi. Le ferite che ha sul volto, sul collo, sulle braccia e sul torace non sono assolutamente compatibili con una caduta pur rovinosa da un motorino. Sono coltellate, tante che neanche si contano.

Un’ora dopo l’arrivo sul posto dei sanitari del 118, la Squadra Mobile transenna l’area all’altezza del civico 78 dove sono ancora ben visibili la chiazza di sangue a terra e gli schizzi sul muro di recinzione di una villetta. Le indagini scattano immediatamente: sul casellario giudiziario nemmeno l’ombra di Alessandra. Una ragazza impeccabile, una lavoratrice con un passato non troppo lontano come commerciante al mercato in via Orazio dello Sbirro, a Ostia, e con il proseguimento della sua attività di rivendita di animali e articoli a loro dedicati con sede in casa sua, al civico 80 di via Felice da Montecchio. «Dopo la chiusura del banco, si guadagnava da vivere come baby sitter - spiega Antonio Franco, dirigente del Commissariato Lido - Stiamo tentando di ricostruire l’ultima parte della sua vita, anche grazie ai due telefoni cellulari sequestrati insieme al portafogli ed ora al vaglio degli investigatori. Non siamo in grado di escludere con certezza alcuna pista investigativa se non quella di un suo coinvolgimento in fatti legati alla criminalità”.

Sarebbe invece più plausibile l’ipotesi dell’omicidio passionale, considerate le numerose coltellate con le quali l’assassino - ancora senza nome - ha infierito sul corpo di Alessandra. Una testimone avrebbe raccontato agli investigatori di aver visto la ragazza vicina al suo scooterone discutere animatamente con un ragazzo arrivato in macchina. Non una traccia dell’arma del delitto, gli agenti della Scientifica avrebbero ritrovato un fodero di un coltello da dodici centimetri nel canale accanto alla via, ma non è chiaro se possa trattarsi dello stesso affondato sul corpo della 30enne. Nessun altro tra i residenti della via avrebbe sentito urla o richieste di aiuto. Oltretutto, pare che la vittima avesse sentito al telefono la zia - la sorella del padre Pompeo alla quale era molto legata - appena mezz’ora prima di uscire, raccontandole di essere molto felice, serena. Non è escluso che potesse dipendere da un appuntamento con un ragazzo, come avrebbe confidato Alessandra alle sue amiche del cuore. Ma con chi si sarebbe dovuta incontrare? Quale il movente del secondo femminicidio avvenuto a Dragona nel giro di poche settimane? Risposte sull’ora del decesso e la natura esatta delle ferite arriveranno dall’autopsia disposta per oggi.

Intanto negli uffici della Squadra Mobile, oltre alla preziosa testimone, sono già state ascoltate più di trenta persone.

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