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Il brigadiere migliora. Ora è lucido

Preiti: «Volevo uccidermi in albergo». Volantini di solidarietà in Val di Susa

Il brigadiere migliora. Ora è lucido

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Migliorano, sia pure lievemente, le condizioni del brigadiere dei carabinieri Giuseppe Giangrande ferito domenica mattina durante la sparatoria davanti a Palazzo Chigi. La prognosi resta riservata per altre 48 ore. Ieri sera l’ultimo bollettino medico del policlinico Umberto I.

Il direttore sanitario Amalia Allocca ha evidenziato che «è necessario prolungare il monitoraggio in quanto l’edema impedisce di quantificare il danno neurologico. Il paziente è cosciente. La respirazione ancora assistita». Bisognerà aspettare due giorni per effettuare valutazioni attendibili sulle possibilità di recupero e accertare se Giuseppe Giangrande potrà conservare l’uso delle braccia e delle gambe. Intanto nella giornata del 1° maggio Luigi Preiti, l’uomo che ha sparato ai carabinieri, è stato interrogato dal gip Bernadette Nicotra che ha convalidato l’arresto come richiesto dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Antonella Nespola. Pesante l’accusa: triplice tentativo di omicidio. Durante l'interrogatorio, come riferiscono i legali di Preiti, Mauro Danielli e Raimondo Paparatti, il 49enne in lacrime ha riferito che aveva anche pensato di uccidersi nell’hotel vicino alla stazione Termini dove ha passato la notte tra sabato e domenica. Poi la scelta di andare davanti a Palazzo Chigi e di esplodere i sei colpi. Quando i carabinieri lo disarmarono immobilizzandolo sul selciato avrebbe chiesto ai militari «Perché non mi sparate?». I due legali hanno chiesto al gip di «valutare la compatibilità del regime carcerario con lo stato di alterazione in cui si trova Preiti». I penalisti hanno annunciato che chiederanno una perizia psichiatrica.

Intanto uno dei fratelli del carabiniere, Ciro, ha avanzato una richiesta: «Voglio vedere Preiti negli occhi». Volantini che esprimono solidarietà col gesto di Piazza Colonna sono stati affissi nella notte a Bussoleno in Val di Susa nei pressi dei cantieri della Tav. Sono stati subito rimossi. Il ministro della Difesa Mario Mauro ha incontrato a Palazzo Baracchini Marina Giangrande, figlia di Giuseppe. Mauro ha detto di aver trovato «commovente lo spirito con il quale ha vissuto questa dolorosa vicenda. È giusto che lei sia fiera di suo padre. Ed è altrettanto giusto che suo padre sia fiero di lei». All’incontro era presente anche il generale comandante dei carabinieri, Leonardo Gallitelli. Il brigadiere ferito ha ricevuto la visita del sindaco Gianni Alemanno, che ha incontrato anche la figlia Marina: «Tutta Roma è vicina alla vostra famiglia».

Iniziative di solidarietà in tutta Italia. A Roma, domenica 5 maggio alle 21, presso l'Auditorium Parco della Musica, la Rai e Palomar presenteranno l’anteprima del film tv «Il commissario Montalbano - Una lama di luce». Il ricavato che la Rai raddoppierà sarà devoluto alla famiglia Giangrande.

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