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Firme a tutela dell’embrione Campagna in tutta Europa

«Non sarà una campagna pubblica contro qualcuno o contro qualcosa, ma per quel particolare "qualcuno", il più piccolo tra gli esseri viventi della razza umana: l'embrione». Così l'europarlamentare...

«Non sarà una campagna pubblica contro qualcuno o contro qualcosa, ma per quel particolare "qualcuno", il più piccolo tra gli esseri viventi della razza umana: l'embrione». Così l'europarlamentare Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, ha presentato presso la sede della Radio Vaticana la campagna europea per raccogliere firme a tutela dell’embrione. All’iniziativa «Uno di noi» hanno aderito molte sigle del laicato cattolico e la Cei. Domenica 12 si terrà una giornata nazionale a sostegno dell'iniziativa. Su manifesti e depliant illustrati alla stampa, campeggia la foto di un bellissimo bambino di pochi mesi che si affaccia pensieroso da sotto una copertina. Sopra di lui lo slogan: «Anch'io sono stato un embrione. Puoi metterci la firma». Oltre al manifesto è stato preparato uno spot di una trentina di secondi che presto sarà disponibile in internet e sui siti del mondo cattolico organizzato. La speranza degli organizzatori è che quelle immagini possano fare il giro d'Italia e d'Europa, grazie anche ai social network e all'azione del volontariato cattolico più sensibile. Dal 5 maggio i manifesti saranno affissi e i depliant diffusi nelle parrocchie, mentre la domenica successiva si terrà la grande raccolta di firme, peralrto già attiva sul web. Nella stessa domenica avrà luogo a Roma la Marcia per la vita. Obiettivo degli organizzatori è quello di totalizzare in almeno sette Paesi europei un milione di firme (l'Italia è già arrivata a 85.000, la Polonia a 65.000). Il parlamentare spagnolo Jaime Mayor Oreja, vice-presidente del gruppo del Partito popolare europeo e già ministro dell'Interno in Spagna, ha detto che «l'iniziativa ha un'importanza trascendente e storica perché non ci vogliamo rassegnare al fatto che in Europa vinca la cultura della morte». «In questo momento storico - ha detto Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato - è importantissimo questo discorso di rispetto della persona e non si può far finta che nasca solo da un certo punto della vita».

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