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Palazzo Chigi: Preiti voleva suicidarsi in albergo

Migliorano le condizioni del brigadiere Giangrande

Palazzo Chigi: Preiti voleva suicidarsi in albergo

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Aveva pensato di suicidarsi in albergo ma poi ha desistito pensando che sarebbe stato interpretato come uno dei tanti suicidi legati alla crisi, quindi la decisione di compiere un gesto eclatante in un giorno importante, forse sperando che sarebbero state le forze dell'ordine ad ucciderlo. Così Luigi Preiti, l'uomo che domenica mattina ha sparato davanti palazzo Chigi ferendo due carabinieri, secondo quanto riferito dai suoi legali duranti l'interrogatorio di garanzia davanti al gip Bernadette Nicotra. L'atto istruttorio, durato circa quattro ore, è stato svolto ieri mattina a Rebibbia dove il 49enne è detenuto. Al termine dell'interrogatorio il gip ha convalidato l'arresto e disposto la detenzione in carcere, così come chiesto dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Antonella Nespola. Tentato omicidio di tre carabinieri, porto e detenzione di arma clandestina e ricettazione. Questo i reati contestati dalla Procura a Preiti, con le aggravanti della premeditazione e dell'aver agito contro pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico.

Durante l'interrogatorio di garanzia, così come riferiscono i legali di Preiti, gli avvocati Mauro Danielli e Raimondo Paparatti, il 49enne in lacrime ha riferito che aveva anche pensato di suicidarsi nell'hotel Concorde vicino alla stazione Termini dove ha passato la notte tra sabato e domenica, quella prima della sparatoria. Poi la scelta di andare davanti palazzo Chigi e i sette colpi. Quando i carabinieri lo disarmarono, secondo quanto riferito dai legali, immobilizzandolo sul selciato, avrebbe chiesto ai militari «perché non mi avete sparato?». Secondo gli avvocati del 49enne, questi si aspettava che l'azione finisse con la propria morte. I due legali hanno chiesto al gip di «valutare la compatibilità del regime carcerario con lo stato di alterazione in cui si trova Preiti» anche in considerazione del trattamento farmacologico cui è sottoposto. I penalisti hanno annunciato che chiederanno a breve una perizia psichiatrica sul loro assistito. Quanto alla pistola Preti ha ribadito di averla acquistata «circa quattro anni fa al mercato nero di Genova e di averla portata con sè in Calabria all'insaputa di tutti». Nel corso dell'interrogatorio l'ex piastrellista ha di nuovo chiesto scusa ai carabinieri: «Non ce l'avevo con loro nè con un politico in particolare», avrebbe detto - e si è informato sulle condizioni del brigadiere Giuseppe Giangrande, il militare rimasto gravemente ferito nella sparatoria le cui condizioni sono in miglioramento.

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