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Il Papa a Bagnasco: stop agli sprechi

Il presidente della Conferenza episcopale in udienza da Bergoglio Il cardinale: piena sintonia sulla necessità di organismi snelli nella Cei

Il Papa a Bagnasco: stop agli sprechi

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Stop agli sprechi e organismi snelli per non appesantire inutilmente. Sono alcune tra le raccomandazioni che il Papa ha voluto esprimere al cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ricevuto ieri in udienza «per oltre un’ora» come ha spiegato lo stesso Bagnasco sul sito della Cei.

Sorrisi, piena sintonia, unanimità di intenti. Il Papa ha "aperto" una porta "spalancata" durante l’udienza alla vigilia delle Cresime sul sagrato di piazza San Pietro, in cui per la prima volta dalla sua elezione, amministra il sacramento della Confermazione a 44 cresimandi, che arrivano da 5 continenti, nella Giornata mondiale delle Cresime, evento centrale nell’Anno della Fede, cui partecipano 70mila giovani, raduno promosso da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione.

È stata la prima volta. «L’incontro tra Papa Francesco e Bagnasco, in qualità di presidente della Cei, era atteso da entrambe le parti» si legge nel sito della Conferenza episcopale, che ha definito «cordiale, attento e prolungato» il colloquio con il Papa; e anche «l’occasione per una prima fotografia della Chiesa che è in Italia», oltre che «l’opportunità di iniziare a conoscerla attraverso il suo primo rappresentante», soffermandosi «sulle tematiche più "calde"» e «sul metodo di lavoro della Conferenza Episcopale Italiana». Bagnasco, che sul web lo ha definito «il mio incontro con Pietro» lo ha raccontato così. «Ho respirato una profonda sintonia, unita a una grande capacità di ascolto e di attenzione da parte del Papa - ha commentato dopo l’udienza il cardinale Bagnasco - a mia volta, gli ho portato l’affetto delle nostre Chiese: è un legame peculiare quello che ci unisce con il vescovo di Roma, che non è solo un membro della nostra Conferenza, ma è colui che la presiede nella carità e nella comunione. Posso testimoniare che questa relazione Papa Francesco l’avverte, la cerca, la sente profondamente».

Sul tavolo, innanzitutto, il metodo di lavoro della Cei: «Sua Santità ha apprezzato la programmazione decennale che ci siamo dati nel dopo-Concilio - continua il Cardinale -–, quindi le tematiche individuate e approfondite a partire da un documento, come pure la scansione dei Convegni Ecclesiali Nazionali a metà di ogni decennio».

Inevitabile il confronto sul tema del decennio in corso: «Papa Francesco ha colto la puntualità di aver messo a fuoco l’educazione, nell’impegno di ricondurla innanzitutto al suo principio originante, ossia l’annuncio di Gesù Cristo. Ci siamo soffermati a lungo sulla mutazione antropologica in atto: mi ha confermato come essa riguardi non tanto o solo il contesto europeo, ma anche l’America Latina e, più in generale, il mondo intero. A fronte di questa situazione - aggiunge il cardinale Bagnasco - abbiamo condiviso la via dell’educazione alla fede per riscoprire una precisa idea di uomo e di umanità, a partire dal mistero della persona di Cristo».

Tra gli altri argomenti del colloquio, aspetti relativi alla vita della Chiesa in Italia, il suo impegno per la tutela e la promozione dei valori non negoziabili, il rapporto con l’opinione pubblica.

«Il Papa ha colto molto bene la ricchezza di attenzione che ci viene riconosciuta dai media - racconta il cardinale Presidente -: siamo una Chiesa costantemente sotto i riflettori, a testimonianza di una presenza qualificata sul territorio, che a volte arriva persino a essere mal tollerata».

Papa Francesco, che fin dall’inizio del suo Pontificato si è fatto interprete di «una Chiesa povera e per i poveri» ha apprezzato anche gli sforzi di sobrietà portati avanti dai Vescovi italiani: «Sua Santità ha condiviso la necessità di avere strutture agili - spiega ancora Bagnasco - evitando sprechi e dispendi di risorse; mi ha raccomandato esplicitamente di non moltiplicare organismi, che alla fine appesantiscono inutilmente».

Infine, lo sguardo si è posato sulla prossima Assemblea Generale della Cei, in programma dal 20 al 24 maggio. «Il Papa mi ha confermato il suo intervento - assicura il Cardinale -; ci siamo quindi confrontati sui punti della prolusione che aprirà l’assise annuale dei Vescovi: li ha condivisi, confermando anche la prassi del confronto diretto con lui sui temi di fondo. In particolare, mi ha invitato a insistere sul fatto che la Chiesa è un organismo vivo, vivente, e non un’organizzazione burocratica, a cui a volte qualcuno vorrebbe ridurla».

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