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Oggi onomastico di papa Bergoglio

Messaggio su Twitter: Maria, aiutaci a conoscere Gesù

Oggi onomastico di papa Bergoglio

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«Maria è la donna del "Sì". Maria, aiutaci a conoscere sempre meglio la voce di Gesù e a seguirla». È quanto scrive Papa Francesco in un tweet lanciato questa mattina. Oggi, nel giorno della memoria di San Giorgio, il Papa, che festeggia il suo onomastico, presiederà alle 10 nella Cappella Paolina, in Vaticano, una messa con i cardinali residenti a Roma. In occasione di questa ricorrenza, tutta la Chiesa esprime il suo affetto per il Pontefice, Jorge Mario Bergoglio, e sono tantissimi gli auguri che stanno giungendo al Papa in queste ore da tutto il mondo. È quanto si legge sulla Radio Vaticana, che ricorda San Giorgio, venerato come martire di Cristo. Secondo la tradizione visse nel III secolo, ma la sua figura è avvolta nel mistero. Poche le notizie che ci sono pervenute sulla sua vita, molte, invece, le vicende leggendarie che gli sono attribuite. Quello che è certo è che il culto di san Giorgio è molto diffuso sia in Oriente sia in Occidente, fin dal IV secolo. Tanto per fare qualche esempio: 21 comuni italiani portano il suo nome, è patrono dell'Inghilterra e diversi re scelsero di chiamarsi come lui. Le poche notizie che si hanno sono nella «Passio Georgii» che il «Decretum Gelasianum» del 496 classifica fra le opere apocrife. Si desume che san Giorgio sia nato in Cappadocia e sia stato educato dai genitori alla fede cristiana. Da adulto diventa tribuno dell'armata dell'imperatore di Persia Daciano ma secondo alcune recensioni si tratterebbe dell'armata di Diocleziano che nel 303 riprese a perseguitare i cristiani. Fu allora che Giorgio distribuisce i suoi beni ai poveri e, dopo aver strappato l'editto, confessa la sua fede, viene sottoposto a supplizi e buttato in carcere dove il Signore gli avrebbe predetto tre volte la morte e tre volte la risurrezione. Quindi gli agiografi raccontano una serie di episodi strabilianti. La leggenda del drago - si legge ancora - compare nel Medioevo quando viene elaborata la sua figura di cavaliere eroico. Si narra che nella città di Silene, in Libia, gli abitanti offrissero ogni giorno ad un drago che viveva in uno stagno, per placarlo, prima due pecore e poi una pecora e un giovane estratto a sorte. Un giorno fu estratta la figlia del re. Passando di lì Giorgio intervenne per salvarla trafiggendo il drago con la sua lancia. Quindi il re e la popolazione si convertirono alla fede cristiana. La storia influenzò profondamente l'arte figurativa posteriore simboleggiando, fra l'altro, la lotta contro il male.

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