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Spese pazze in Regione, indagati 52 consiglieri piemontesi

L’indagine della Finanza iniziata lo scorso autunno. Acquistati tosaerbe e videogiochi. Indagato anche il governatore Roberto Cota

Spese pazze in Regione, indagati 52 consiglieri piemontesi

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La Guardia di Finanza di Torino sta notificando in queste ore 52 avvisi di garanzia ad altrettanti consiglieri regionali del Piemonte, compreso il governatore Roberto Cota. Il reato contestato è il peculato. Al centro dell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Andrea Beconi e dai sostituti Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi, l'utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari e in particolare sui rimborsi spese dal 2010. Tutti i gruppi politici, a quanto si apprende, sono coinvolti. L'inchiesta dei pm torinesi era iniziata lo scorso autunno, a settembre, ed era sfociata a dicembre negli avvisi di garanzia ai quattro consiglieri dei «monogruppi», Verdi-Verdi, Insieme per Bresso, Pensionati per Cota e Federazione della sinistra. Al centro dell'inchiesta le «spese pazze» dei consiglieri per le quali veniva chiesto il rimborso attingendo dai fondi pubblici a disposizione dei gruppi politici del Consiglio regionale del Piemonte. In alcuni casi era emerso dalle indagini delle Fiamme gialle l'acquisto, tra gli altri, di tosaerba, videogiochi, consumazioni in bar delle Canarie, sedute in solarium. «La Procura di Torino mi ha inviato un avviso di garanzia contestandomi alcune spese relative alla mia attività politica di Consigliere Regionale. Mi sono già recato spontaneamente dai pubblici ministeri per chiarire la mia posizione e sarò in qualsiasi momento a loro totale disposizione per ulteriori necessità». Così il governatore del Piemonte, Roberto Cota. «Ho sempre sostenuto in proprio la maggior parte delle spese per lo svolgimento dell'attività politica - precisa - ho utilizzato risorse del Gruppo Regionale per importi irrisori e nel rispetto di prassi consolidate,riducendo al minimo ogni esborso di denaro pubblico. La mia segreteria ha applicato e interpretato una legge che esiste da decenni. Sono stato tra i promotori della nuova e attuale normativa introdotta in Piemonte che ha praticamente azzerato i finanziamenti ai Gruppi Regionali e disposto una drastica riduzione dei costi della politica. Non un solo euro - conclude - è finito sul mio conto corrente, e in questo senso la Procura non ha mosso alcuna contestazione. Confido che la mia posizione verrà chiarita e sarà accertata la mia totale buona fede. La Regione versa in un momento difficile, è mio dovere restare ed affrontare con senso di responsabilità istituzionale questo momentodi grande disagio sociale». Tra gli indagati anche l'ex consigliere, oggi parlamentari del Pd, Stefano Lepri. Tra le spese contestate agli indagati, anche l'acquisto di briglie del cavallo, i pneumatici per l'auto, borse griffate e gioielli, ma anche panettoni e champagne, oltre a un sottofiletto, e a un vassoio d'argento come regalo di nozze. Molti i rimborsi per pranzi al ristorante e trasporti, tra questi ultimi anche dei buoni benzina per andare alla manifestazioni No Tav. I magistrati nei prossimi giorni sentiranno tutti i 52 indagati coinvolti cui chiederanno contro delle spese, in taluni casi evidentemente personali, in altri generiche e quindi da valutare caso per caso.

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