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Garlasco, la Cassazione ha deciso che è tutto da rifare

«La verità». L’ha chiesta e continua a chiederla la mamma di Chiara. E i giudici della Suprema Corte sembrano avere accolto il suo disperato appello, disponendo che si dia una risposta netta e...

«La verità». L’ha chiesta e continua a chiederla la mamma di Chiara. E i giudici della Suprema Corte sembrano avere accolto il suo disperato appello, disponendo che si dia una risposta netta e definitiva al dolore della famiglia Poggi e che si faccia chiarezza nell’intricato caso di Garlasco, «archiviato» con due sentenze d’assoluzione per Alberto Stasi, l’unico imputato dell’omicidio del 13 agosto 2007. I giudici di piazza Cavour l’hanno fatto con la classica formula di «annullamento con rinvio». Hanno cancellato i verdetti di primo e secondo grado e hanno ordinato che si faccia un nuovo processo. Insomma, tutta da rifare. Si ricomincia da capo.

La decisione è stata presa ieri dalla prima sezione penale. La Corte presieduta da Paolo Bardovagni ha ritenuto fondati i ricorsi presentati dalla procura generale di Milano e dalla famiglia Poggi, che si era costituita parte civile. Stasi era stato giudicato innocente due volte, il gup di Vigevano e la Corte d’assise d’appello di Milano avevano pronunciato nei suoi confronti l’assoluzione «per non aver commesso il fatto». Ora bisognerà attendere le motivazioni degli «ermellini», che, in base al codice, saranno depositate entro 90 giorni, per capire su quali punti i giudici d'appello-bis dovranno riesaminare gli atti del processo sul delitto di Garlasco. Nei loro ricorsi, il pg di Milano e le parti civili chiedevano anche di riaprire l’istruttoria, lamentando il mancato sequestro di una bicicletta dell’imputato e sollecitando una nuova perizia sui gradini di casa Poggi, dove Chiara venne ritrovata morta. Infine, un’analisi più approfondita del dna sul capello trovato sul palmo della mano sinistra della vittima. Anche il sostituto pg di Cassazione, Roberto Aniello, aveva sollecitato mercoledì l’annullamento con rinvio della sentenza di secondo grado che il 6 dicembre 2011 confermò l’assoluzione pronunciata dal gup di Vigevano nei confronti di Stasi il 17 dicembre 2009.

«Finalmente qualcuno ci ha creduto, noi non abbiamo mai smesso di farlo, di chiedere verità per Chiara», ha detto Rita Poggi, commentando la decisione della Cassazione. Mamma Rita e papà Giuseppe hanno atteso la notizia nella villetta di via Pascoli, dove la figlia venne brutalmente uccisa: «Abbiamo preferito stare a casa perché questa è ancora la casa di Chiara e qui la sentiamo vicina», hanno spiegato. «Siamo soddisfatti e pronti ad affrontare il giudizio di rinvio, fiduciosi che finalmente si possa ottenere giustizia per Chiara», ha aggiunto Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara. Il nuovo processo si terrà a Milano e sarà fissato probabilmente nel prossimo autunno. Di poche parole e sorpreso, invece, l’ex fidanzato della vittima: «Sono incredulo e molto stupito», avrebbe detto Stasi ai suoi legali.

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