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Bombe sulla maratona Tre esplosioni a Boston

14.50 locali. Tre morti e 64 feriti. Chiuso lo spazio aereo La Casa Bianca: un attentato. La polizia smentisce il fermo di un sospetto saudita

Due esplosioni al traguardo hanno tinto di rosso la maratona di Boston. I primi corridori erano già arrivati da tre ore ma la festa non era ancora finita. Si sono avvertite all’improvviso due forti esplosioni di fronte al Fairmount Copley Plaza Hotel. Gli ordigni probabilmente erano nascosti dentro un cassonetto. La tragedia è stata vissuta dal mondo intero, in diretta tv. Il fuoco dell’esplosione, il botto devastante, il fumo, il panico, le urla dei presenti, il sangue. Almeno tre morti e circa 64 feriti, una decina in condizioni critiche, il primo tragico bilancio provvisorio. Fox News ha fatto sapere che almeno 10 persone avrebbero subito delle amputazioni. Una terza esplosione, ha riferito la polizia di Boston, a distanza di un paio d’ore s’è verificata alla «Jfk Library», l'istituzione che che commemora il presidente John Fitzgerald Kennedy. Un altro ordigno è stato neutralizzato in un altro hotel non lontano dalla linea di traguardo. Altri due esplosivi sono stati poi trovati nelle vicinanze della maratona e resi innocui. Il presidente Obama è stato subito informato della tragedia. «Apparentemente c’è stato un attentato» ha detto a caldo il vicepresidente Biden. Uno degli ordigni neutralizzati s’è scoperto essere di fattura artigianale. Anche l’FBI ha parlato di un attacco terroristico del quale però non è ancora incerta la matrice. L’area del traguardo è stata evacuata dalla polizia, chiuso lo spazio areo a Boston. L’area di fronte alla Casa Bianca è stata transennata dalla polizia: anche a Washington chiuso lo spazio aereo. Allarme anche a New York dove sono stati schierati i veicoli antiterrorismo intorno a punti di rilievo come alberghi di spicco. Prima della maratona di Boston non c'erano stati segnali o minacce di attentati. Lo hanno precisato sia la polizia che l'Fbi, citate dal New York Times. Secondo fonti della Casa Bianca sarebbe stato un atto coordinato e pianificato. La polizia ha smentito la notizia circolata insistentemente del fermo di un sospetto, ricoverato in ospedale, un ventenne di nazionalità saudita. La Farnesina ha reso noto che il consolato italiano a Boston, in stretto raccordo l’Unità di crisi del ministero degli Esteri, ha attivato tutti i necessari contatti per verificare la presenza e fornire assistenza agli eventuali italiani coinvolti nella duplice esplosione. Sono circa 227 gli italiani presenti alla maratona. Il presidente Barack Obama ha subito messo la sua amministrazione in contatto con le autorità statali e locali. Il presidente Obama ha parlato alla nazione: «Ancora non sappiamo chi è stato ma abbiamo mobilitato tutte le risorse per arrivare ai responsabili e a capire il perché di questo attacco».

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