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Il Papa: «L’incoerenza mina la credibilità»

«È importante la testimonianza di chi vive con semplicità, c’è una classe media della Santità»

Il Papa: «L’incoerenza mina la credibilità»

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«Predicate il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole». Papa Francesco alza gli occhi dal testo che ha preparato, e inserisce a braccio questa citazione di San Francesco nell'omelia che tiene durante la Messa nella Basilica di San Paolo Fuori Le Mura. E poi, riprende l'omelia preparata, sottolineando ogni parola alle persone che gremiscono la Basilica e lo attendono nel quadriportico: «Predicate la vita con la testimonianza. La incoerenza dei fedeli e dei pastori tra quello che dicono e quello che fanno, tra la parola e il modo di vivere, mina la credibilità della Chiesa».

Perché - sottolinea il Papa - «non si può annunciare il Vangelo di Gesù senza la testimonianza concreta della vita». E per testimoniare dobbiamo mettere Dio al primo posto e «spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza» come «l'ambizione, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri».

Papa Francesco entra in processione solenne nella Basilica di San Paolo, scende fino al sepolcro dell'apostolo e vi resta in preghiera dopo averne incensato il trophaeum. È la domenica della testimonianza, e lo ricorda anche il cardinal Harvey, arciprete della Basilica, sottolineando che l'Anno della Fede indetto da Benedetto XVI che stiamo vivendo ci invita a rinnovare la coerenza nella testimonianza della vita cristiana. Paolo - ricorda il Papa - «ha annunciato con la parola, ha testimoniato col martirio e ha adorato con tutto il cuore Gesù». E noi - chiede - «sappiamo parlare di Cristo, di ciò che rappresenta per noi, in famiglia, con le persone che fanno parte della nostra vita quotidiana?»

Papa Francesco rassicura: «nel grande disegno di Dio, ogni dettaglio è importante», anche la testimonianza «nascosta di chi vive con semplicità la sua fede nella quotidianità dei rapporti di famiglia, di lavoro, di amicizia». C'è, insomma, «una sorta di classe media della santità».

Papa Francesco ha parlato di testimonianza anche all'Angelus della mattina, davanti a circa 80 mila fedeli accorsi in piazza San Pietro per ascoltarlo. «Quando una persona - ha detto - conosce veramente Gesù Cristo e crede in lui, non può fare a meno di comunicare questa esperienza». E ha ricordato i «tanti, tanti, tanti cristiani perseguitati».

Con la Messa di ieri, Papa Francesco a completato un ideale «percorso» delle basiliche di Roma, dopo aver preso possesso di San Giovanni in Laterano e aver pregato in SantMaria Maggiore. Un percorso che segue un po’ le orme di Sant'Ignazio, il fondatore dei gesuiti. A Santa Maria Maggiore, il Papa aveva pregato sull'altare dove Sant'Ignazio aveva celebrato la prima Messa a Roma. Al termine della Messa a San Paolo Fuori le Mura, Papa Francesco venera l'icona della Madonna Theotokos Hodigitria.

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