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Bruciano i rifiuti nelle strade di Palermo

Il capoluogo siciliano sommerso dall’immondizia a causa dello sciopero dei netturbini che dura da otto giorni. Si teme il fallimento dell’azienda commissariata. Oggi il sindaco Orlando incontra il ministro dell’ambiente Clini. In porto una «nave dei veleni»

Bruciano i rifiuti nelle strade di Palermo

PALERMO-C_WEB

Non si ferma la protesta dei netturbini a Palermo e quella dei rifiuti sta diventando una vera e propria emergenza. Nella notte decine di roghi hanno interessato non solo il capoluogo siciliano, dal centro alla periferia, ma anche la provincia. Ben 44 gli interventi dei vigili del fuoco ma cumuli di immondizia bruciano anche in queste ore alla luce del sole, spiegano dalla centrale operativa. Ieri i netturbini non si sono presentati al lavoro, continuando nella loro protesta che dura da otto giorni, ma oggi la raccolta dovrebbe riprendere a pieno regime con grande dispiego di uomini e mezzi. Così, almeno, assicurano i vertici dell'Amia, nonostante la conferma dell'ennesimo corteo. I commissari dell'azienda di igiene ambientale hanno spiegato, infatti, che la raccolta dei rifiuti «riprende regolarmente», anche con l'ausilio di mezzi comunali, garantendo interventi straordinari con pala o con gru a benna a polipo nei punti più critici. Ma la protesta non si ferma: alle 15 netturbini nuovamente in strada, da piazza Indipendenza alla prefettura, costretti anche loro in uno slalom forzato tra maleodoranti cumuli di rifiuti. Gi addetti temono il fallimento dell'azienda, commissariata da quasi due anni. Oggi il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, incontrerà a Roma il ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Ma c’è anche un altro problema, quello della cosiddetta «nave dei veleni» ormeggiata nel porto di Palermo. Nessuno la vuole e per il momento resta al molo trapezoidale del porto. Si tratta di un cargo con trentamila tonnellate di percolato prodotte dalla discarica di Bellolampo. Giorni fa, nonostante accordi economici con una società sarda di smaltimento, la nave non era stata fatta attraccare, respinta dalla Regione e dal Comune di Olbia. Così era tornata indietro con il suo carico «irricevibile». Dalla Guardia costiera spiegano che non è prevista per oggi la sua partenza dal porto di Palermo. Dal Consorzio industriale di Sassari sarebbe arrivata, a quanto pare, una tiepida disponbilità, ma prima si intende analizzare il percolato per assicurarsi che non contenga prodotti di origine industriale.

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