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Il delitto una vendetta tra clan

dall'inviato Il delitto di Emanuele Di Caterino ancora non è risolto. Anche se c’è un ragazzo di 17 anni, Agostino, dietro le sbarre, ciò non vuol dire che è stata fatta ancora chiarezza su tutta...

Il delitto di Emanuele Di Caterino ancora non è risolto. Anche se c’è un ragazzo di 17 anni, Agostino, dietro le sbarre, ciò non vuol dire che è stata fatta ancora chiarezza su tutta la vicenda che ha portato alla morte del 14enne di San Cipriano di Aversa. I carabinieri, infatti, che hanno arrestato il giovane che con due coltellate, una alla spalla e l’altra all’arteria polmonare, ha ucciso il minorenne, oltre a ferire altri quattro giovani in maniera grave, sono convinti che il movente sia ben differente rispetto a ciò che ha raccontato fino ad oggi: cioè che si sia trattato di un gesto di autodifesa dopo essere stato aggredito. Chi indaga, infatti, sta continuando ad ascoltare testimoni e parenti della vittima e dell’indagato.

Non è escluso che dietro il folle gesto del 17enne ci sia una vendetta tra clan che comandano nell’aversano e nel napoletano: Zagaria e Schiavone. I due minorenni, infatti, sono legati rispettivamente ai due clan. L’accoltellamento, dunque, potrebbe rientrare in una vendetta in seguito a una serie di «conflitti» tra i due gruppi. La scintilla che ha portato il 17enne a impugnare il coltello con una lama di 10 centimetri e ammazzare Emanuele. Si tratta di una delle piste sulla quale stanno indagando gli investigatori per far luce su ciò che è accaduto davanti alle Poste di Aversa, in via De Chirico, a due passi dalla caserma e dal locale «Bistrot» dove è iniziata la violenta discussione tra un gruppo di ragazzi. Un luogo molto frequentato dai giovani e che invece da quel giorno è praticamente vuoto, nessuno si avvicina al bar e agli striscioni appesi in ricordo del ragazzino caduto in terra in una pozza di sangue ancora visibile dopo una settimana dal delitto.

«Bisogna cercare di far cambiare la mentalità prima di tutti ad alcuni genitori - spiegano gli investigatori - devono far capire ai figli che non si gira senza casco, loro devono sequestrarglielo se lo fanno non le forze dell’ordine. Devono dare loro per primi i giusti indirizzi. Se non lo fanno è facile che poi questi ragazzi si sentano autorizzati a non credere nella legge e nel rispetto del prossimo».

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