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La crisi spegne anche i giochi on line

Costrette a chiudere aziende che avevano allestito veri e propri Casinò sul web

La crisi spegne anche i giochi on line

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«Non gioco più, me ne vado…»: così cantava Mina quarant'anni fa in quella che, vedendo i dati di oggi, sembra una vera e propria profezia di quello che sarebbe accaduto al mercato della fortuna.

Da circa un anno la spesa degli italiani per Lotto, SuperEnalotto, Scommesse, Bingo e affini è infatti in calo, segno che seppure con due anni di ritardo la crisi economia ha fatto breccia in quello che sembrava un Eldorado. Resisteva però una sacca di giochi che sembrava immune, una zona franca dove la crisi non riusciva ad entrare.

Erano i giochi on line, con poker e casinò in testa. Ma anche l’ultima roccaforte del gioco sta dando segni di cedimento. A confermarlo è uno studio dell'Osservatorio sul Gioco On line presentato al Politecnico di Milano. L’Osservatorio ha evidenziato alcuni elementi chiave, a iniziare dal fatto che la spesa reale (cioè la differenza tra quanto giocato e quanto tornato nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite) per tentare la fortuna su internet nel 2012 sia rimasta sostanzialmente stabile: è passata infatti da 735 a 749 milioni di euro. In pratica una crescita zero, dopo anni con record di incassi che si succedevano senza soluzione di continuità. Fondamentale l’analisi dei singoli segmenti.

L’unico pienamente in positivo è stato quello dei casinò games (slot, roulette, ecc), in cui la spesa è triplicata. Per il poker on line, al +63% della modalità «cash» (tutta la partita si gioca a soldi veri) è corrisposto un crollo del -43% della modalità a «torneo» (si paga solo la quota di entrata e poi la partita si disputa con fiches virtuali), tanto che alla fine il bilancio complessivo ha sofferto una contrazione del 7% circa (ma se si prendesse in considerazione il solo secondo semestre 2012 il calo sarebbe addirittura del 28%). Sull’andamento delle scommesse ha certamente influito la maggior scaltrezza dei giocatori. La raccolta infatti è aumentata del 10%, ma la spesa reale è comunque crollata del 20% perché gli appassionati di calcio, basket e sport vari hanno vinto di più. Gli altri prodotti on line infine (che hanno un peso marginale) hanno registrato un -20%, in questo caso senza appelli. Sostanzialmente, secondo il Politecnico, l'online non ha mai registrato una crescita strutturale, ma dei semplici incrementi legati all'estensione dell'offerta di giochi.

Con il lancio di nuovi prodotti (è atteso soprattutto il betting exchange, vale a dire le scommesse fra gli utenti dove ognuno di noi può diventare un piccolo bookmaker) si corre il rischio di cannibalizzare quelli già esistenti. Tutto questo lascia presagire che il 2013 nella migliore delle ipotesi riuscirà a eguagliare i risultati dell'anno scorso, ricordando che solo nel 2012 ben 131 delle 274 aziende che offrivano gioco su internet hanno chiuso i battenti. Ma chi sono i giocatori che amano confrontarsi con pc, tablet e smartphone? La maggior parte dei giocatori online è composta da uomini, mentre le donne si dimostrano poco propense al gioco via internet. I due terzi dei giocatori sono residenti al Centro-Sud e quasi il 60% ha un'età compresa tra i 25 e i 44 anni, con due giocatori su tre spendono mediamente in un mese meno di 50 euro (il 38% spende meno di 25 euro).

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