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Quattromila in piazza contro l’inquinamento

I manifestanti chiedono anche l’intervento del Papa

Quattromila in piazza contro l’inquinamento

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«La salute vale più dell'acciaio»: con una battuta Fabio Matacchiera, uno dei leader ecologisti jonici, ha fotografato lo stato d'animo dei quattromila tarantini che ieri sono scesi in piazza aderendo alla manifestazione promossa dal comitato «7 aprile», un cartello di sigle ambientaliste schierato fermamente contro la legge «Salva Ilva», a poche ore dalla pronuncia -prevista per domani - della Corte Costituzionale sul ricorso dei magistrati tarantini sulla legittimità del provvedimento. E alla fine di questa settimana rovente, domenica, ci sarà il discusso referendum i cittadini si esprimeranno sulla chiusura totale o parziale della fabbrica. Il corteo è partito dal piazzale dell'Arsenale e ha attraversato il centro con lo striscione «Taranto miniera di diamanti ricoperta di monnezza». In testa un gruppo di medici e infermieri. Poi molte famiglie, bambini con cartelli a forma di pecore e la scritta «diossina». Un paio di manifestanti hanno esposto immagini di Papa Francesco, invitato sentitamente a venire in città per verificare la crisi ambientale in atto. Non hanno partecipato alla giornata di mobilitazione, invece, i militanti del comitato «Liberi e pensanti» e i sindacati, quest'ultimi schierati sulla linea della difesa dell'occupazione unita all'ambientalizzazione della produzione dell'acciaio, nonché posizionati per l'astensione al referendum. Lo slogan più gridato è stato «Taranto libera», mentre alcuni organizzatori al megafono hanno censurato l'assenza in piazza del sindaco Ippazio Stefano. Gli unici politici presenti? Il segretario di Rifondazione to del Movimento 5 Stelle Alessandro Furnari. «Non c'è giorno che non faccia una diagnosi di tumore, che riguarda cittadini di tutte le età": Gennaro Viesti, primario dell'ospedale Villa Verde di Taranto, ha rimarcato la sua presenza nel corteo per sensibilizzare le istituzioni affinché sia combattuta «l'escalation di malattie respiratorie in città, malattie legate all'inquinamento ambientale». Anche la pediatra Annamaria Moschetti, che ha lo studio proprio nel rione Tamburi adiacente la fabbrica, è preoccupata per i dati epidemiologici: «L'incremento dei tumori è nei risultati del Rapporto 'Sentieri' commissionato dell'Istituto Superiore di Sanità». Il riferimento è al documento diffuso dal ministro della Salute Balduzzi con allarmanti statistiche sulla situazione sanitaria jonica. «Questa sono le conseguenze causate dall'inquinamento - ha argomentato la pediatra - che devono far riflettere e costringere ad adottare provvedimenti. È stato accertato un eccesso, anche nei bambini, di eliminazione di piombo attraverso le vie urinarie».

A Taranto, infine, neanche per i morti c'è pace: nel cimitero di San Brunone, nelle vicinanze dell'Ilva, i necrofori addetti alle sepolture non scavano da giorni le fosse perché privi delle mascherine con i filtri speciali previsti dai medici del lavoro.

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