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Mafia: decapitato il vertice di un nuovo «super mandamento»

Vasta operazione dei carabinieri di Monreale: i boss avevano unito i territori di Partinico e San Giuseppe Jato. Decine gli arresti, tra di loro anche il sindaco di Montelepre

Mafia: decapitato il vertice di un nuovo «super mandamento»

MAFIA-C_WEB

Durissimo colpo inferto dai carabinieri alla mafia palermitana. A Camporeale, nella zona occidentale della provincia, gli «uomini d’onore» avevano creato un nuovo «super mandamento» con una riorganizzazione interna concepita per rivitalizzare i clan del comprensorio. L’indagine del Gruppo carabinieri di Monreale che ha smantellato l’organizzazione è iniziata nel 2010 ed è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Sono 37 gli arresti che hanno decapitato il clan. Nell'operazione sono stati impegnati 300 militari con il supporto anche di due elicotteri. La ristrutturazione degli assetti mafiosi era stata attuata, secondo quanto emerso, con la fusione dei due mandamenti storici di Cosa Nostra, quelli di San Giuseppe Jato e di Partinico, confluiti in un'unica formazione. Era stato così ricondotto a un vertice unificato un territorio molto vasto. Un «super mandamento», appunto, che secondo gli investigatori aveva acquisito prestigio e potenza tali da imporsi con la forza sugli altri clan palermitani. Tra le persone arrestate ci sono Antonio Sciortino, boss di Camporeale, ritenuto l'ideatore della nuova struttura, e il sindaco di Montelepre, Giacomo Tinervia, che sarebbe coinvolto nel filone d'indagine riguardante le estorsioni controllate dal clan. Le accuse contro Tinervia discendono da un'intercettazione ambientale in cui Giuseppe Lombardo, ritenuto il capomafia di Montelepre, parla di lui. Il boss racconta ai suoi affiliati di aver scoperto che il sindaco si era fatto consegnare una tangente di settemila euro da un imprenditore per un appalto, e di averglielo rimproverato, perché solo il clan può imporre "la messa a posto". Lombardo sostiene che Tinervia, a quel punto, accettò di far pervenire allo stesso imprenditore la richiesta di "pizzo" di Cosa nostra: ventimila euro. Le indagini hanno fatto luce su diversi casi di estorsione ma anche su una serie di furti di bestiame destinato alla macellazione clandestina. Il nuovo «super mandamento» per affermare la sua posizione di predominio aveva già cominciato a uccidere. Gli inquirenti hanno ricostruito un recente caso di «lupara bianca», con il sequestro e il successivo omicidio della vittima.

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