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Madre e figlia sgozzate in casa Omicidio-suicidio o una rapina

LATINA Trovate morte in casa in un lago di sangue. Con la gola tagliata. È giallo a Cisterna, in provincia di Latina, dove due donne, madre e figlia, sono state trovate sgozzate. I corpi senza vita...

LATINA Trovate morte in casa in un lago di sangue. Con la gola tagliata. È giallo a Cisterna, in provincia di Latina, dove due donne, madre e figlia, sono state trovate sgozzate. I corpi senza vita delle due donne sono stati rinvenuti in un appartamento di piazzale dei Bonificatori, a Borgo Flora. La madre, Francesca Di Grazia, aveva 55 anni; la figlia Martina Incocciati 18.

A dare l’allarme è stata una partente delle vittime, che ieri pomeriggio era passata a trovarle. Arrivata sotto casa, ha riconosciuto la loro auto - una Toyota Yaris grigia - parcheggiata sotto casa. Così, sicura di trovarle in casa, ha ripetutamente suonato al citofono. Senza ricevere risposta. Verso sera ha deciso di lanciare l’allarme. Cosa fatta anche dai vicini di casa che nel frattempo avevano provato senza esito a mettersi in contatto con le due donne.

Subito sul posto sono intervenuti carabinieri, polizia e vigili del fuoco. Le forze dell’ordine hanno sfondato la porta, trovandosi davanti una scena da film horror. La madre e la figlia senza vita in un lago di sangue. Sgozzate, l’una in cucina, l’altra in camera da letto. La dinamica dell’accaduto non è ancora chiara e gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi: un tentativo di rapina finita male o un omicidio-suicidio. I vicini hanno raccontato di aver sentito, nel pomeriggio, le due donne urlare. Una lite furiosa durata a lungo. Poi il silenzio. Madre e figlia abitavano al primo piano della palazzina «La magnolia», un palazzo di 32 appartamenti, da circa due anni. Francesca Di Grazia non aveva un lavoro e si arrangiava facendo la cartomante. La figlia Martina aveva interrotto gli studi, era disoccupata e stava cercando lavoro. Una vita difficile resa ancora più dura dalla separazione della madre dal marito, che ora vive all’estero, e dalla malattia che l’aveva successivamente colpita: Francesca Di Grazia, recentemente, era stata operata al cuore.

Il primo a non ricevere notizie delle due era stato un amico di famiglia, che venerdì sera voleva invitarle a cena. La pista più accreditata dai carabinieri di Aprilia coordinati dal capitano Ivano Bigica e dal colonnello Nicola Losacco è quella dell’omicidio-suicidio, di una lite furiosa nata dalla disperazione e finita in tragedia. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, giunto sul posto insieme al medico legale Saverio Potenza.

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