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Quattro giornalisti italiani sequestrati

Si tratta di Amedeo Ricucci, Andrea Vignali, Elio Colavolpe e Susan Dabous

Quattro giornalisti italiani sequestrati

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Quattro giornalisti italiani sequestrati in Siria da un gruppo armato di ribelli.

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri ed è stata subito confermata dalla Farnesina. Si tratta di Amedeo Ricucci, giornalista Rai, impegnato nella realizzazione di servizi per il programma «La Storia Siamo Noi» di Rai3 e del canale tematico, e dei free lance Andrea Vignali, Elio Colavolpe e della italo-siriana Susan Dabous.

Da quanto si è potuto apprendere, i quattro si trovavano nel nord del Paese, proprio al confine con la Turchia, dove da mesi si sta combattendo una dura guerra civile. Il Ministero degli Esteri sta seguendo con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda. L’Unità di crisi si è immediatamente attivata per risolvere in maniera positiva il caso ed è in costante contatto con i familiari dei giornalisti rapiti. La Farnesina precisa inoltre che «occorre mantenere il massimo riserbo» sulla vicenda e che «l’incolumità dei connazionali resta la priorità assoluta».

La Siria, attualmente, è uno degli Stati più pericolosi per i giornalisti. Nell’anno passato i reporter ammazzati sono stati infatti una trentina. Venti, invece, i giornalisti sequestrati sempre nel 2012, tredici dei quali sono stati fortunatamente rilasciati.

Il conflitto che vede opposte le forze governative e quelle dell’opposizione, riunite nella Coalizione nazionale siriana, e che si inserisce nel contesto più ampio della «primavera araba», va avanti ormai dal 15 marzo 2011.

In un primo momento nel Paese, sull’onda delle rivolte che stavano interessando principalmente Algeria, Tunisia ed Egitto, c’era stata una serie di dimostrazioni pubbliche e cortei. Semplici proteste che nel giro di poco tempo si sono trasformate in vere e proprie rivolte su scala nazionale. Da lì il passaggio alla guera civile è stato immediato. Dall’anno scorso, infatti, tutta la Siria è conivolta nel conflitto fratricida. I dati sulle vittime sono ancora più agghiaccianti. Secondo l’ultimo bilancio effettuato dalle Nazioni Unite sarebbero addirittura 90.000 le persone uccise dall’inizio della guerra. È chiaro che i numeri sono approssimativi e, anche alla luce dei recenti avvenimenti, destinati ad aumentare sensibilmente.

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