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Ruby : «C'è una guerra in corso contro Berlusconi»

Nell'improvvisa conferenza stampa davanti al Tribunale di Milano ha chiesto di essere ascoltata dai giudici e raccontare le sue verità

Ruby : «C'è una guerra in corso contro Berlusconi»

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Ressa davanti al Tribunale di Milano per l’improvvisata conferenza stampa all’aperto di Karima El Marough, più nota come Ruby. «Non ho nulla di cui vergognarmi e nulla da nascondere. Chiedo di essere sentita dai giudici di Milano, spero che mi chiamino. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, e che questo avvenga nelle sedi istituzionali», ha detto leggendo una lunga dichiarazione davanti a giornalisti e cameramen.

«La violenza che più mi ha segnato - ha continuato - è stata quella del sistema investigativo. Dei ripetuti interrogatori che ho subito solo alcuni sono stati messi a verbale. Ho subito una tortura psicologica, un atteggiamento apparentemente amichevole ma improvvisamente mutato quando non ho accusato Silvio Berlusconi». Quanto ai suoi rappporti con l'ex premier, ha aggiunto:  «Non sono una prostituta. Ho sempre negato di avere avuto rapporti sessuali a pagamento, e soprattutto di averne avuti con Silvio Berlusconi».Quanto alla presunta parentela con l'ex presidente dell'Egitto, ha detto: «Mi dispiace di aver mentito sulla mia parentela con Mubarak, ho fatto una gran cavolata. Mi scuso anche di altre bugie, mi servivano a costruire una vita parallela, un'origine diversa dalla povertà. Ma non mi vergogno delle mie origini». L'elenco delle sue verità continua asserendo che «l'unica prova fornita ne processo che dimostrerebbe che io mi prostituivo, sono delle fotografie che il capo degli investigatori ha - dice - mostrato in aula dopo averle scaricare dal mio profilo Facebook: una circostanza ridicola. All'epoca dei fatti - aggiunge - avevo solo 17 anni e di questo stampa e magistrati non hanno tenuto conto». E spera di essere ascoltata dal Tribunale.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

«Mi dispiace di aver mentito sulla mia parentela con Mubarak, ho fatto una gran cavolata. Mi scuso anche di altre bugie, mi servivano a costruire una vita parallela, un'origine diversa dalla povertà. Ma non mi vergogno delle mie origini».

 

«Mi dispiace di aver mentito sulla mia parentela con Mubarak, ho fatto una gran cavolata. Mi scuso anche di altre bugie, mi servivano a costruire una vita parallela, un'origine diversa dalla povertà. Ma non mi vergogno delle mie origini».

 

 

 fuori dal Tribunale di Milano.

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