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«Sa parlare al cuore della gente e dà speranza»

Ci vuole «un ripensamento dell’esercizio delle forme del potere in questo Paese», sottolinea Angelo Scola a Radio Vaticana. L'arcivescovo di Milano parla del pellegrinaggio della sua diocesi dal...

Ci vuole «un ripensamento dell’esercizio delle forme del potere in questo Paese», sottolinea Angelo Scola a Radio Vaticana. L'arcivescovo di Milano parla del pellegrinaggio della sua diocesi dal Papa, sottolinea come la nomina di Papa Francesco sia «un segno di grande speranza» e poi indugia sul nostro Paese, e su quella complessità europea che magari Francesco riuscirà a comprendere grazie alle sue radici italiane.

E intanto, la diocesi di Milano - fedele alla tradizione di Ubi Petrus, ibi ecclesia Mediolanensis - ha fatto festa davanti a Papa Francesco, sventolando i foulard gialli segno del pellegrinaggio e riempiendo piazza San Pietra con 10 mila persone, accompagnati da duecento sacerdoti. «Davvero sono entusiasti questi milanesi», esclama il Papa al termine dell'udienza generale.

Due sono stati i momenti centrali del pellegrinaggio dell'arcidiocesi di Milano ad limina Petri: la visita alla tomba di Pietro e l'incontro con il successore dell'apostolo. E così, i milanesi sono arrivati per una due giorni intensa, confermando la loro fede sulla tomba degli Apostoli e dei Papi, con una attenzione particolare per la tomba di Paolo VI, già arcivescovo di Milano e da poco dichiarato venerabile, ma sono anche venuti a confermare gli impegni lasciati loro da Papa Benedetto al termine della Giornata Mondiale della Famiglia lo scorso anno. Un pellegrinaggio pianificato ben prima della rinuncia di Benedetto XVI, ma che ha rappresentato anche l'occasione di stringersi intorno al nuovo Papa.

Il quale - afferma l'arcivescovo di Milano -«sa parlare direttamente al cuore della gente attraverso gesti. Ha un'esperienza tale delle periferie, delle situazioni di prova, di contraddizione, di fatica e di dolore che l'umanità sta attraversando oggi, per poter essere una guida luminosa nei confronti di tutte le Chiese di tutti i continenti e per poter guidare i cristiani in quel compito di testimonianza che non può non giungere anche fino agli ambiti della vita quotidiana della gente».

Una esperienza che gli viene dall'Argentina, ma anche dalle sue radici italiane, che «lo aiuteranno a capire la complessità europea». E parla anche dell'Italia, il cardinale Scola. Sottolinea che «chi ha delle responsabilità a tutti i livelli, e cominciamo pure dal livello ecclesiale, evidentemente con le debite distinzioni, e poi dal livello politico, sociale, dell'impresa economica, della finanza, dell'economia e così via, deve trovare la strada di un confronto, di un paragone a tutto campo, tutti nei confronti di tutti, in modo da offrire adesso, nell'immediato, uno sbocco sufficientemente sicuro al Paese».

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