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Primo censimento della corruzione in Italia

I dati resi noti dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità della amministrazioni pubbliche (Civit)

Primo censimento della corruzione in Italia

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È stato comunicato a Roma da Civit - Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche/Autorità Nazionale Anticorruzione - il Bilancio dell'applicazione della Legge 190/2012 «Prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione» a 4 mesi dall'approvazione.

Sono 1.400 i Responsabili della prevenzione della corruzione nominati fino al 31 marzo dalle amministrazioni pubbliche, come disposto dal comma 7 dell'art. 1. «Alcune amministrazioni hanno provveduto con tempestività - ha riferito la presidente della Civit, Romilda Rizzo - tuttavia, considerando il grande numero delle amministrazioni interessate, si può constatare che, per applicare completamente la legge, c'è ancora molto da fare. In parte i ritardi possono essere causati dai complessi meccanismi di attuazione della legge non agevolati dalle circostanze politiche contingenti, comunque stiamo registrando un flusso di nomine che pervengono alla Civit con il ritmo di 50-100 al giorno».

Nel dettaglio i Ministeri hanno comunicato di aver nominato 4 responsabili anticorruzione, gli enti previdenziali, enti di ricerca e gli altri enti nazionali 26, le università 35 e 55 le Camere di Commercio; i Comuni, nonostante la mancanza ad oggi di una intesa in sede di Conferenza unificata, hanno individuato oltre 1.200 responsabili, le Province 42.

La Commissione, sin dall'entrata in vigore della Legge 190, ha invitato le amministrazioni a porre in essere tutti gli interventi previsti da norme immediatamente precettive. Anche in seguito alle numerose richieste pervenute, il 28 marzo è stata resa nota la decisione con cui la Commissione ha chiarito che il termine del 31 marzo 2013 per l'adozione dei piani triennali, anche in attesa del Piano nazionale anticorruzione, deve considerarsi ordinatorio e non perentorio. Nel comunicato è stata anche fatta presente alle amministrazioni l'opportunità di porre in essere gli adempimenti già possibili: nomina del responsabile della prevenzione della corruzione, valutazione del rischio di corruzione, previsione di procedure per selezionare e formare i dipendenti, introduzione di opportune forme di rotazione dei dirigenti.

«Notiamo comunque - ha proseguito la Rizzo - che, a macchia di leopardo, stanno arrivando i primi piani triennali di prevenzione della corruzione». Un primo passo per l'attuazione della legge è stato compiuto dal Comitato interministeriale con l'emanazione delle Linee guida per la predisposizione, da parte del Dipartimento della Funzione pubblica, del Piano nazionale anticorruzione. Una volta adottato il Piano, la sua approvazione da parte della Civit consentirà di procedere alla completa attuazione della normativa. Un altro passo è stato realizzato con i decreti legislativi emanati dal Consiglio dei Ministri in materia di riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni e del codice di comportamento, di prossima pubblicazione. Con riferimento agli obblighi di trasparenza, la Civit ha effettuato un censimento di quelli vigenti nel 2012 e stima che, con l'entrata in vigore del decreto legislativo sulla trasparenza saliranno a circa 200. Mar.Coll.

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