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Il Papa: «Rinnovare la società è possibile con la grazia»

Appello di Francesco al Regina Coeli: «Odio e menzogna lascino il posto ad amore e verità». Nel pomeriggio preghiera sulla tomba di S. Pietro. Pranzo di solidarietà dei francescani secolari con 40 senza tetto

Il Papa: «Rinnovare la società è possibile con la grazia»

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«Il Battesimo che ci fa figli di Dio, l'Eucaristia che ci unisce a Cristo, devono diventare vita, tradursi cioè in atteggiamenti, comportamenti, gesti, scelte. La grazia contenuta nei Sacramenti pasquali è un potenziale di rinnovamento enorme per l'esistenza personale, per la vita delle famiglie, per le relazioni sociali. Ma tutto passa attraverso il cuore umano: se io mi lascio raggiungere dalla grazia di Cristo risorto, se le permetto di cambiarmi in quel mio aspetto che non è buono, che può far male a me e agli altri, io permetto alla vittoria di Cristo di affermarsi nella mia vita, di allargare la sua azione benefica. Questo è il potere della grazia! Senza la grazia non possiamo nulla. E con la grazia del Battesimo e della Comunione eucaristica posso diventare strumento della misericordia di Dio». È il cuore del breve discorso tenuto in occasione del Regina Coeli (la preghiera che fino a Pentecoste sostituisce l’Angelus), nel giorno di Lunedì dell’Angelo, da Papa Francesco, che anche oggi ha esordito rinnovando gli auguri di buona Pasqua, soprattutto «chi soffre» e chi vive «situazioni più bisognose di fiducia e speranza».

«Esprimere nella vita il sacramento che abbiamo ricevuto: ecco, cari fratelli e sorelle, il nostro impegno quotidiano, ma direi anche la nostra gioia quotidiana - ha proseguito - La gioia di sentirsi strumenti della grazia di Cristo, come tralci della vite che è Lui stesso, animati dalla linfa del suo Spirito. Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché l'odio lasci il posto all'amore, la menzogna alla verità, la vendetta al perdono, la tristezza alla gioia». Poche parole ma un messaggio chiaro e diretto, come è nello stile di Papa Francesco: se l’uomo non pone ostacoli alla grazia di Dio, è veramente possibile un rinnovamento autentico della famiglia e della società. Il Papa si è congedato con un saluto semplice: «Buona Pasqua e buon pasto a tutti!». Ancora una volta, ha usato solo l’italiano. Questo pomeriggio il Pontefice visiterà, in forma privata, gli scavi della necropoli situata sotto la Basilica di San Pietro e sosterà in preghiera presso la tomba di San Pietro. Il Papa sarà accompagnato dal Cardinale Comastri, Arciprete della Basilica Vaticana.

Intanto per il secondo anno consecutivo l’Ordine Francescano Secolare (Ofs) apre le porte della sua sede nazionale di Roma, in via delle Mura Aureliane, a due passi da piazza San Pietro, per un pranzo di Pasquetta offerto a 40 senza tetto. Una iniziativa che ben si colloca nel solco indicato dal Santo Padre che in più di una occasione ha sottolineato l’importanza del servizio e della disponibilità verso i fratelli che si trovano in stato di bisogno materiale e spirituale. «Le parole di Papa Francesco - spiega il presidente nazionale Remo Di Pinto - ci spingono a continuare, con maggiore vigore, il percorso da noi tutti abbiamo intrapreso, cercando di passare dal Vangelo alla vita e viceversa sulle orme del Santo di Assisi». I 40 partecipanti al pranzo saranno serviti a tavola dai francescani e dai frati e dalle suore ai quali è affidata la loro cura spirituale. E vista l’attenzione agli ultimi e la sua «imprevedibilità», un invito è stato recapitato anche alla residenza Santa Marta per Papa Francesco.

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