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In diecimila alla marcia contro il Muos di Niscemi

La Regione Siciliana revoca l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto della Marina militare statunitense. Ma le 41 antenne sono ancora lì I sindaci: danni alla salute per effetto all’inquinamento elettromagnetico

In diecimila alla marcia contro il Muos di Niscemi

SICILIA-C_WEB

In diecimila alla marcia a Niscemi per dire no al Muos, il sistema radar della Marina militare americana in fase di realizzazione in contrada Ulmo. Centinaia di bandiere colorate con il logo 'No Muos' con centinaia di bambini che tengono gli striscioni. I cittadini adesso arrivati al presidio, dove sorgono le 41 antenne, persidiate da poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa.

«Non è stata una nostra lotta ma la lotta di tutti i cittadini perchè queste battaglie non devono avere queste casacche. Noi ci siamo ritrovati ad intepretare ruoli istituzionali e nel rispetto di questi ruoli abbiamo portato avanti la lotta contro il Muos», ha affermato il vcepresidente vicario dell'Assemblea regionale siciliana Antonio Venturino, del Movimento 5 stelle. La Regione Siciliana ha revocato l’autorizzazione ha realizzare l’impianto che permetterà alle trasmissioni militari di viaggiare via Internet con l’ausilio di quattro satelliti geostazionari. Nonostante ciò la costruzione dell’impianto sta proseguendo. La revoca è stata motivata con le possibili ripercussioni sulla salute delle emissioni di onde elettromagnetiche, emissioni indispensabili per far funzionare le antenne. Di qui la manifestazione a cui ha partecipato anche il parroco di Niscemi don Giuseppe Cafà: «Dal primo momento la Chiesa si è subito schierata con chi protesta, e io con loro, per chiedere chiarezza sui danni che possono derivare dalla realizzazione del Muos a Niscemi. Noi crediamo nello sviluppo e non lo vogliamo fermare ma non vogliamo che ciò avvenga a discapito della cittadinanza».

I bambini del paesino in provincia di Caltanissetta hanno scritto una lettera alle figlie del presidente degli Stati uniti Barack Obama, «tanto buono e sensibile. Vi scriviamo sperando che gli arrivi la nostra voce». Un appello alla calma è giunto dal presidente Rosario Crocetta e dalle mamme. Con loro il sindaco Francesco La Rosa, in corteo: «Vogliamo difendere questo territorio. Quindi niente Muos e via le antenne. Non siamo in guerra con gli Stati Uniti e avremmo voluto con noi il console americano».

«Qui a Niscemi c'è una riserva naturale ed è stata abbattuta per metà per fare posto alle antenne del Muos, perchè negli Stati Uniti non c'è un sistema radar nel Gran Canyon o nel Parco naturale di Yellowstone?», ha sottolineato Massimo Zucchetti, docente del Politecnico di Torino che ha partecipato al corteo . «Al di là del campo elettromagnetico e sulle questioni di essere a favore o meno della guerra direi che questo sistema non va fatto in una riserva naturale e a quattro chilometri da un centro di 26 mila abitanti». «In una relazione commissionata dagli Stati Uniti -prosegue Zucchetti- si legge che il Muos non doveva essere realizzato a Sigonella (Catania) perchè dava fastidio alla circolazione aerea e alle apparecchiature elettroniche, persino ai pacemaker, non si capisce, però, non dia più fastidio. In realtà questo è un posto più periferico, meno rilevante per loro e quindi pensavano di poter fare la base senza suscitare tutto questo clamore. Ieri c'è stata la revoca formale delle autorizzazioni per la realizzazione del Muos».

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