cerca

La pausa caffè può causare licenziamento legittimo

ROMA Allontanarsi dal posto di lavoro per una pausa caffè può legittimare il licenziamento del dipendente, soprattutto se questa pausa determina rallentamenti all’attività lavorativa. Lo ha stabilito...

ROMA Allontanarsi dal posto di lavoro per una pausa caffè può legittimare il licenziamento del dipendente, soprattutto se questa pausa determina rallentamenti all’attività lavorativa. Lo ha stabilito la Cassazione che ha dato ragione al Credito Emiliano nella causa di licenziamento di un impiegato di banca siciliano che il 27 novembre del ’97 aveva abbandonato il suo posto per andare al bar, incurante della presenza di ben 15 clienti in fila. Varie le contestazioni avanzate dalla banca nei confronti di I.B., addetto alla cassa: oltre all’episodio del bar, avvenuto senza «apposito permesso», il dipendente, il giorno prima, cioè il 26 novembre, si sarebbe allontanato dal posto di lavoro senza procedere alla chiusura della cassa. E sei giorni prima, aveva sostanzialmente rifiutato un’operazione richiesta da un cliente e prevista da un manuale portato a conoscenza di tutti i dipendenti. Nel contestare il licenziamento, l’uomo ha ricordato anzitutto che rivestiva le funzioni di rappresentante sindacale aziendale e che, avendo già promosso più di un giudizio per la tutela dei suoi diritti, era di fatto finito nel mirino della banca. A suo dire, in relazione alla mancata effettuazione di un’operazione richiesta da un cliente, non c’era la prova della consegna al lavoratore del manuale operativo. E l’allontanamento dal posto di lavoro del 26 novembre ’97 rientrava in una prassi aziendale che consentiva di farlo senza chiedere permessi. L’aver consumato un caffè al bar il giorno dopo, poi, «non avrebbe sortito alcun effetto sui 15 clienti in attesa». La Cassazione ha bocciato la tesi difensiva e ha evidenziato che «la giusta causa di licenziamento di un cassiere di banca, affidatario di somme anche rilevanti, deve essere apprezzata con riguardo non soltanto all'interesse patrimoniale della datrice di lavoro ma anche, sia pure indirettamente, alla potenziale lesione dell'interesse pubblico alla sana e prudente gestione del credito».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni