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Il Papa rimane a vivere nella residenza Santa Marta

Francesco non ha intenzione di traslocare nell’appartamento pontificio. Lo ha fatto capire agli occupanti della «Domus» per i quali ha celebrato la Messa questa mattina Presentati due libri del Pontefice su corruzione e umiltà alla «Civiltà cattolica»

Il Papa rimane a vivere nella residenza Santa Marta

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Decisione per molti versi clamorosa di Papa Francesco che per il momento non ha alcuna intenzione di trasferirsi negli appartamenti pontifici del palazzo apostolico ma vuole continuare ad abitare nella Domus Santa Marta. La conferma è arrivata dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. «Papa Francesco - ha detto - vuole vivere in modo normale». Intanto si è trasferito nella suite 201, dove c’è anche un salottino per i ricevimenti, mentre nelle altre stanze, una volta lasciate dai conclavisti, sono tornati a vivere i sacerdoti e i vescovi che le occupano abitualmente, compreso il card. Coppa. Si tratta di circa metà delle stanze, in cui vivono prelati al servizio della Santa Sede. «Questa mattina - ha spiegato padre Lombardi - il Papa ha celebrato con gli ospiti della Domus e alla fine ha lasciato capire che intende rimanere con loro». Papa Francesco «sperimenta questa convivenza» con gli altri abitanti della Residenza: «è una situazione di esperimento, manifesta questo desiderio di continuare a essere presente nella stessa casa che sta abitando dall'inizio del Pontificato». Su quanto durerà questa convivenza, padre Lombardi ha detto di non poter fare previsioni di lungo periodo, aggiungendo però che Papa Francesco per gli incontri «usa ormai sistematicamente l'Appartamento delle udienze alla Seconda Loggia». Questa mattina, durante l’omelia con gli altri residenti della Domus, Papa Francesco ha invitato a meditare «che bello è essere santi, ma anche che bello è essere perdonati. Abbiamo fiducia in questo incontro con Gesù e nella dolcezza del suo perdono». Ogni uomo vive la «notte del peccatore» ha aggiunto il Papa, ma Gesù ha una «carezza» per tutti. La notte del corrotto è quella peggiore: una «notte definitiva, quando il cuore si chiude» in un modo «che non sa, non vuole uscire» da sé. Diversa è invece la «notte del peccatore», una notte «provvisoria» che noi tutti «conosciamo». La notte che avvolge Giuda, ha osservato ancora il Papa, è anche la notte in cui brancola il suo cuore. Intanto, mentre cresce l’attesa per la Messa in Coena Domini che il Papa celebrerà giovedì sera nel carcere minorile di Casal del Marmo, questa mattina, nella sede della Civiltà Cattolica sono stati presentati due libri scritti da Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires: «Guarire dalla corruzione» e «Umiltà, la strada verso Dio». «Invieremo una copia del libro di Papa Francesco sulla corruzione a tutti i parlamentari» ha detto Lorenzo Fazzini, direttore della Emi, Editrice Missionaria italiana, nel corso della presentazione. «Mi auguro - ha continuato Fazzini - che il testo possa portare a una profonda riflessione».

Da Casal del Marmo difficilmente si avranno immagini, vista la presenza di minorenni: il rito sarà trasmesso via radio e dunque si potrà seguire in diretta l’omelia del Papa ma per quanto riguarda la seconda parte della visita, l’incontro in palestra (dove saranno presenti i circa 150 operatori del carcere), non ci saranno riprese televisive. Attualmente sono 46 i giovani detenuti, 35 maschi e 11 femmine; 8 sono italiani e 38 stranieri, in maggioranza nordafricani e slavi. Sarà presente anche il ministro della giustizia Paola Severino. I reclusi doneranno al Papa una croce e un inginocchiatoio di legno fatto per lui. La lavanda dei piedi sarà fatta a ragazzi di diverse nazionalità e religioni.

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