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Sui Marò nominato in India giudice tribunale ad hoc

E' stato designato in India questa mattina Esaminerà la vicenda dei due militari italiani

 L'Alta Corte di New Delhi ha nominato il giudice responsabile del collegio speciale chiamato a decidere sulla competenza, italiana o indiana, nel processo che sarà celebrato a carico dei due Marò italiani. L’India insisteva da giorni nonostante le divisioni tra il ministro degli Esteri (il reato non prevede la pena di morte) e quello della D ifesa (nessuna garanzia sull’esito del processo). L’Italia, dilaniata dalle polemiche, aveva replicato: «Gli accordi vanno rispettati». Ma da New Delhi non si indietreggia: «I marò devono essere processati da noi. L’Italia ha chiesto solo chiarimenti». È evidente che in questo contesto si complicano le relazioni tra i due Paesi e diventa sempre più incerta la sorte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò accusati di aver ucciso un anno fa due pescatori nelle acque del Kerala durante un’operazione antipirateria. I due fucilieri, animati da dignità e orgoglio, doti tipiche degli appartenenti alle nostre Forze armate, si trovano nell’ambasciata italiana in India. «Siamo militari e obbediamo - hanno detto - Portiamo le stellette: questo è il nostro stile». Infuria la polemica sulla Farnesina. Un peso specifico ha assunto l’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli: «La vicenda sta assumendo i toni di una farsa. Ora basta. I marò vengano restituiti alla giurisdizione italiana». Lapo Pistelli, responsabile Esteri del Pd: «Pensiamo a una mediazione internazionale ad alto livello. O si è sbagliato prima a trattenere i marò o si è sbagliato dopo a rimandarli in India». Sandro Gozi, deputato Pd: «Purtroppo gravi errori di valutazione e gestione sono stati compiuti anche dal nostro governo». Il senatore del Pdl Maurizio Gasparri: «L’Italia e le Forze armate umiliate dal governo Monti. Terzi ha mostrato incapacità che superano il limite tollerabile».

Francesco Rutelli, presidente di Alleanza per l’Italia: «Una farsa, dice il capo della Marina. Ma è una tragedia, non solo per la morte dei pescatori indiani. Non c’è alcuna garanzia sulle sorti dei due marinai. Monti deve prendere in mano questo dossier. È forse la pagina più disastrosa dell’esecutivo tecnico». Arturo Parisi, ex ministro della Difesa: «Ora tocca alle istituzioni fare la loro parte». Deborah Bergamini (Pdl): «L’Italia fornisca risposte chiare». Il Bharatiya Janata Party (Bjp), principale partito di opposizione indiano, respinge le rivendicazioni. «Gli italiani possono dire quello che vogliono, ma i fatti non cambiano. Hanno ucciso due pescatori in acque indiane. Devono essere processati in India in base alle nostre leggi» - ha detto il leader del Bjp, Balbir Punj. Il ministro della Difesa Ak Antony: «Gli atteggiamenti fermi della Corte Suprema e del governo di New Delhi hanno contribuito al ritorno in India dei marò».

Il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano: «Lo spirito di servizio dei nostri soldati rappresenta un esempio per tutti». L’Aeronautica Militare: «Le priorità oggi sono Latorre e Girone. Siamo vicini a loro e alle famiglie. Li sosterremo».

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