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«Non lasciatevi rubare la speranza»

Il Papa nella domenica delle Palme parla di gioia, Croce e giovani

Nella prima Messa celebrata da Pontefice, nella Cappella Sistina, Francesco aveva «consegnato» ai cardinali tre parole d’ordine riferite alla Chiesa: camminare, edificare, confessare. Ieri, nella grande celebrazione liturgica in piazza San Pietro che segna l’inizio della Settimana Santa, il periodo più importante per la Chiesa e i cristiani, ne ha «consegnate» altre tre: gioia, Croce e giovani. Il Papa, prima della Messa della domenica delle Palme, ha fatto un lungo giro in piazza, gremita da oltre 250.000 persone, e ancora una volta ha baciato bambini, è sceso dalla jeep per farsi abbracciare e dialogare con i disabili, facendo breccia sempre di più nel cuore della gente, con la sua semplicità e con dimostrazioni di affetto autentiche. Sembra che Francesco abbia sempre uno sguardo, una parola, un gesto per ciascuno, anche in mezzo a una folla come quella di ieri che tracimava dalla piazza. Gesti di affetto e parole piene di comprensione, di umiltà, di fede, una «miscela» in grado di riportare all’ovile della Chiesa tante «pecorelle» che se ne erano allontanate, restando saldo nella dottrina, che resta immutabile, perché non è di Francesco ma di Cristo. Con un semplice anello d’argento al dito e il piviale rosso sulle spalle, il Papa ha quindi benedetto le palme e seguito la processione. Poi, commentando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la Passione raccontata da Luca, Francesco ha sottolineato il vero motivo della gioia cristiana, che è lo stesso Gesù, Dio fatto uomo: «Si è abbassato a camminare con noi. È il nostro amico, ci illumina nel cammino. E questa è la prima parola che vorrei dirvi: gioia! Non siate mai uomini e donne tristi: un cristiano non può mai esserlo! Non lasciatevi prendere mai dallo scoraggiamento! La nostra non è una gioia che nasce dal possedere tante cose, ma dall’aver incontrato una Persona, Gesù; nasce dal sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con ostacoli che sembrano insormontabili, e ce ne sono tanti! E in questo momento viene il diavolo, mascherato tante volte da angelo, e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo!». Quindi, a braccio, ha aggiunto: «Per favore, non lasciatevi rubare la speranza, quella che ci dà Gesù».

Cristo entra a Gerusalemme ma «non ha una corte che lo segue, non è circondato da un esercito. Chi lo accoglie è gente umile - ha proseguito il Papa - Gesù entra a Gerusalemme per morire sulla Croce. Ed è proprio qui che splende il suo essere Re secondo Dio: il suo trono regale è il legno della Croce! Penso a quello che Benedetto XVI diceva ai cardinali: Voi siete principi, ma di un Re crocifisso». Uno scandalo ancora incomprensibile per tanti, di fronte al quale si chiedono perché. «Perché Gesù - ha spiegato il Papa - prende su di sé il male, la sporcizia, il peccato del mondo, anche il nostro, e lo lava con il suo sangue, con la misericordia, con l’amore di Dio. Guardiamoci intorno: quante ferite il male infligge all’umanità! Guerre, violenze, conflitti economici che colpiscono chi è più debole, sete di denaro, che poi nessuno può portare con sé». E ancora a braccio ha raccontato: «Mia nonna diceva a noi bambini: il sudario non ha tasche. Amore al denaro, potere, corruzione, divisioni, crimini contro la vita umana e contro il creato! E anche - ciascuno di noi lo sa - i nostri peccati personali. Gesù sulla croce sente tutto il peso del male e con la forza dell’amore di Dio lo vince. La croce di Cristo abbracciata con amore non porta mai alla tristezza, ma alla gioia di essere salvati e di fare un pochettino quello che ha fatto Lui».

Infine i giovani: «Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo viverla con un cuore giovane, sempre: anche a settanta, ottant’anni! Con Cristo il cuore non invecchia mai! Però tutti noi sappiamo bene che il Re che seguiamo e che ci accompagna è molto speciale: è un Re che ama fino alla croce e che ci insegna a servire, ad amare. E voi non avete vergogna della sua Croce!». Da ieri, idealmente, Papa Francesco è in cammino con i giovani. Un cammino che, sulle orme di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, lo condurrà a luglio al grande appuntamento con la Gmg di Rio.

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