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«A luglio a Rio. Buon cammino»

Piazza San PietroIl primo discorso del Pontefice rivolto ai ragazzi A braccio dice: «Con Cristo il cuore non invecchia neanche a 80 anni»

«Con Cristo il cuore giovane anche a 80 anni». Un altro "tutto esaurito", 250 mila persone, ieri mattina, in una Piazza San Pietro, giardino degli ulivi, con due alberi secolari arrivati da Terlizzi e i fioristi pugliesi che hanno intrecciato 60mila steli. Papa Francesco ha preso fra le braccia più di una dozzina di bimbi, un record. Ma sono stati i giovani i protagonisti della prima domenica delle Palme di Bergoglio, il giorno in cui la Chiesa celebra nelle diocesi la Giornata mondiale della Gioventù. E ai ragazzi, arrivati da ogni parte del mondo, si è rivolto per la prima volta, tra inserti a braccio e testo scritto, in parte buttato nel cestino anche quando dice: «così va vissuta la fede, sempre, con Cristo il cuore non invecchia mai». Ma il suo secondo Angelus è stato anche l’occasione per lanciare l’invito alla Giornata mondiale della gioventù, dal 23 al 28 luglio a Rio de Janeiro, forse il primo viaggio all’estero di Bergoglio, che potrabbe riportarlo in patria. «A luglio a Rio, preparatevi spiritualmente il cuore, buon cammino a tutti» li saluta, per la prima volta in cinque lingue: tedesco, polacco, spagnolo, francese e inglese.

«Cari amici anche io mi metto in cammino con voi, sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI» dice sorprendendo tutti perché sono i giovani che seguono il Papa e non il contrario. «Voi portate la Croce pellegrina attraveso tutti i continenti, rispondendo all’invito di Gesù "andate e fate discepoli tutti i popoli", che è il tema della Gmg di quest’anno» ricorda.

«Gioia, croce, giovani», le tre parole che ha indicato e riassunto. Ad ascoltarle ci sono anche i ragazzi libanesi che hanno scritto le meditazioni per la via Crucis al Colosseo guidati dal patriarca di Antiochia dei maroniti, cardinale Bechara Boutros Rai (da oggi in libreria per i tipi di Libreria editrice vaticana). «Nelle XIV stazioni della Passione di Cristo esprimeremo i dolori e le attese dei popoli del Medio Oriente» dicono questi giovani protagonisti della Chiesa in questa Settimana Santa, come lo sono i giovani carcerati di Casal del Marmo che il Papa visiterà giovedì. Ci sono i 200 ragazzi cattolici, a Roma per il primo meeting internazionale alla Pontificia Università Lateranense col cappellano don Mirko Integlia. «L’esperienza che ha portato alla nascita dell’Osservatorio su famiglia, e nuova evangelizzazione diventeranno un docufilm in Dvd e un "libro"» annuncia il rettore Enrico Dal Covolo. Ci sono i Papaboys. «Cercheremo di coinvolgere più giovani possibili sorpattutto nelle proprie comunità di appartenenza» dice il presidente dell’Associazione nazionale Papaboys, Daniele Venturi che auspica «che le diocesi italiane, organizzino eventi in contemporanea con i ragazzi che rimangono in Italia, la stragrande maggioranza, collegati ai ragazzi del Brasile». In piazza San Pietro pure l’arcivescovo di Rio de Janeiro, Orani Joao Tempesta. Per lui Papa Francesco «porterà con sé il suo spirito di povertà e iniziative per vivere una Chiesa più giovane. E da gesuita la profondità spirituale di Sant’Ignazio».

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