cerca

Tutti e due sul balcone. Lunga attesa ma il sogno non si avvera

CASTEL GANDOLFO Hanno atteso fino alla fine, con lo sguardo rivolto verso l’alto: poi quando il rumore dei rotori dell’elicottero papale hanno invaso l’aria, si è capito che né Papa Francesco né...

Tutti e due  sul balcone. Lunga attesa ma il  sogno non si avvera

B__WEB

CASTEL GANDOLFO Hanno atteso fino alla fine, con lo sguardo rivolto verso l’alto: poi quando il rumore dei rotori dell’elicottero papale hanno invaso l’aria, si è capito che né Papa Francesco né tantomeno il Papa emerito Benedetto XVI si sarebbero affacciati alla finestra del palazzo Pontificio. In più di mille, forse il doppio, hanno sperato che il Pontefice argentino potesse rivolgere loro un saluto: una professione lenta, iniziata da metà mattino, che ha gradualmente riempito piazza della Libertà. Vivo ancora il ricordo di tre settimane fa quando - era il 28 febbraio - Benedetto XVI si congedò dal mondo proprio salutando la folla proprio da Castello. Identica la scena, meno numerosi i fedeli: tanto che ad un certo punto si credeva che fossero più i media che i pellegrini. Ed invece quando alle 12,10 l’elicottero bianco ha volteggiato sul cielo castellano, compiendo ben due giri («Nessuno – ha sussurrato qualcuno – lo aveva mai fatto») la piazza offriva un gran bel colpo d’occhio. Ed invece proprio il doppio passaggio sul paese è quanto di meglio Papa Francesco ha offerto a chi lo attendeva in piazza. Il desiderio di poter vedere con i propri occhi il nuovo Santo Padre o, addirittura, di vedere i due Pontefici viventi affacciarsi insieme, è sfumato col passare dei minuti. Ad un certo punto si era sparsa la voce che Papa Francesco al momento del suo arrivo avrebbe compiuto un veloce passaggio in piazza a piedi: le transenne davanti al portone del palazzo, che tre settimane fa non c’erano, avevano fatto ben sperare. Niente da fare, invece. «Speravo davvero che il Santo Padre avrebbe fatto un ulteriore strappo alla regola – dice il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi – ed invece stavolta dobbiamo accontentarci dello spettacolo che i pellegrini hanno offerto. Non mancherà comunque occasione per abbracciare il Papa». Ad accogliere il Papa, tra le poche persone ammesse, il direttore delle Ville pontificie Saverio Petrillo ed il vescovo dell’antica diocesi di Albano Laziale, monsignor Marcello Semeraro. «Un momento di grande emozione», si è limitato a commentare. La delusione, alla fine è inevitabile e mentre la folla scema dalla piazza si continua a guardare in alto nella speranza che, magari per un solo minuto, Francesco saluti la gente. A più riprese la folla ha invocato i nomi dei due Papi: prima quello di Benedetto, poi quello di Francesco. Un «botta e risposta» che ha accompagnato un’attesa rotta dall’uscita dal palazzo di padre Federico Lombardi sul quale si sono catapultati giornalisti e tv. Tra curiosità e fede, l’attesa è stata vana ma è stata comunque una bella festa. Quando poco prima delle 15 gendarmi e forze dell’ordine hanno fatto chiaramente intendere che il Papa aveva ormai lasciato l’eliporto castellano, dal suo balcone il sindaco – con tanto di fascia tricolore – comunicava ai suoi cittadini che era ora di tornare a casa.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni