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Omicidio Meredith: oggi il verdetto

Troppi errori nelle indagini: la Cassazione rinvia la sentenza Il Pg ha chiesto di annullare le assoluzioni di Sollecito e della Knox

 

La prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Severo Chieffi, prende tempo e si riserva di decidere questa mattina sul ricorso presentato dalla Procura generale di Perugia contro la sentenza con la quale la Corte d'assise d'appello di Perugia nell'ottobre 2011 assolse Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di avere ucciso Meredith Kercher. La lettura del dispositivo sara' data alle 10.

Nella sentenza d'assoluzione nei confronti di Amanda Knox e di Raffaele Sollecito per l'omicidio di Meredith i giudici d'appello «hanno completamente smarrito la bussola». Lo evidenzia il pg Luigi Riello in un passaggio della requisitoria con cui ha chiesto di disporre un nuovo processo nei confronti dei due ex fidanzati assolti in secondo grado.

Il pg, parlando della sentenza d'appello, ha sottolineato come essa sia «lambiccata da soluzioni alternative», sostenendo che in essa c'è «una buona dose di snobismo». La pubblica accusa di piazza Cavour chiede di annullare una sentenza di appello «superficiale nelle motivazioni». E, quel che non manda giù il pg è che nella sentenza di assoluzione «si parla di due imputati come di bravi ragazzi, dediti allo studio, quasi a dire che il delitto sia stato compiuto da un diseredato e non da persone perbene». La pubblica accusa di Piazza Cavour si riferisce al fatto che per l'omicidio della studentessa inglese in carcere c'è soltanto l'ivoriano Rudy Guede che sta scontando una condanna definitiva a 16 anni per concorso in omicidio.

Ad ascoltare il verdetto dei Supremi Giudici, che potrebbe assolvere definitivamente i due giovani, oppure ordinare una rinnovazione del processo d'appello, non sarà presente nessuno dei protagonisti della vicenda. La famiglia della vittima attenderà in Inghilterra la sentenza. A rappresentarla nel processo i legali di parte civile: gli avvocati Francesco Maresca e Vieri Fabiani. Anche i due ex fidanzati imputati di omicidio saranno lontani: Raffaele Sollecito è a Verona, impegnato a sviluppare un progetto di robotica applicata alla medicina nel quale è coinvolto per i suoi studi universitari. Amanda Knox negli Stati Uniti, probabilmente nella sua Seattle. Nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, i due ragazzi prima condannati e poi assolti dall'accusa di omicidio nei confronti di Meredith Karcher, la studentessa inglese uccisa nel novembre del 2007, la vera protagonista è la scienza. I legali della famiglia di Meredith hanno basato l'accusa su prove biologiche: frammenti di dna su un coltello ritrovato nella cucina di Sollecito e su un gancio strappato dal reggiseno che indossava Meredith. Dai test di laboratorio emerse che il dna isolato dalla lama del coltello combaciava con quello della ragazza uccisa, mentre quello prelevato dal manico apparteneva alla Knox. D'altra parte, dalle analisi venne fuori che il dna ritrovato sul fermaglio del reggiseno di Meredith era quello di Sollecito. Prove schiaccianti (almeno così sembrava) con cui l'accusa aveva chiesto, e ottenuto, l'incarcerazione dei due ragazzi.

«In tutte le tracce di sangue repertate nella villetta in via della Pergola a Perugia dove è stato ritrovato il corpo della studentessa inglese Meredith c'era il dna di Amanda», ha sottolineato il pg Luigi Riello che ha chiesto l'annullamento dell'assoluzione per i due ragazzi. Quanto alle perizie effettuate sul gancio del reggiseno della vittima e sul coltello, Riello insiste che queste perizie «non si possono buttare a mare. Sono atti che dovevano essere riutilizzati».

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