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A Santa Sabina l’ultimo saluto a Pietro Mennea

Uno striscione ha accolto il feretro: «Vai a festeggiare la tua vittoria al traguardo dal cielo. Ciao campione!!!». L’omelia di padre Truda che aveva celebrato le nozze del grande atleta con l’amata Manuela

A Santa Sabina l’ultimo saluto a Pietro Mennea

MENNEA-C_WEB

Ultimo saluto, questa mattina, nella Basilica di Santa Sabina, a Pietro Mennea. Il feretro è giunto alle 9.30 nella chiesa all'Aventino, dove sono stati celebrati i funerali, ed è stato accolto da un grande applauso nella chiesa gremita. Tanti cittadini comuni, amici e personaggi dello sport hanno voluto salutare la «Freccia del Sud» nella sua ultima corsa. «Facciamo questa celebrazione per salutare Pietro», ha detto padre Antonio Truda, lo stesso che officiò il matrimonio di Mennea con la sua Manuela, aprendo la celebrazione. Un cartello ha accolto il feretro fuori dalla basilica: «Arrivederci, vai a festeggiare la tua vittoria al traguardo, dal cielo. Ciao campione!!!». Presenti il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, e il vicepresidente vicario Franco Chimenti, il presidente della Fidal Alfio Giomi. Nell'abside della Basilia, i tre gonfaloni della città di Barletta, dove Pietro era nato, della provincia di Barletta, Andria e Trani, e della città di Formia, la città nella quale Mennea si allenava. Tre orazioni funebri sono state pronunciate da Malagò, Gianni Minà e Ferdinando Imposimanto. «Caro Pietro, guarda questa chiesa, non è vero che quando si spengono le luci della ribalta nessuno ti considera più. Ci sono tante persone che ti vogliono bene - ha detto padre Truda nell’omelia - Hanno vissuto questi talenti che il Signore ti ha concesso e che tu hai saputo far crescere per diventare un mito, un campione stimato a livello mondiale, che conosceva il senso del dovere da compiere e del dovere compiuto. Come dice Papa Francesco, se non c'è la fede non si possono raggiungere i traguardi. Anche nei momenti finali c'è qualcosa da aggiungere: ci siamo visti due giorni prima della tua morte, io e te soli, abbiamo parlato, ti ho detto "Pietro vogliamo dire insieme una Ave Maria" e tu mi hai risposto "sì, fa sempre bene pregare". Prima di partire abbiamo recitato insieme con Manuela e le persone presenti e la benedizione che ti ho dato ti ha visto con quel segno di croce e quel volto sereno che significano tanto per la nostra fede - ha proseguito - Significano il sostegno per raggiungere il traguardo, la capacita di correre verso il Signore. Pietro io ti ringrazio. Insieme al grande sposo, al grande professionista, all'uomo e all'atleta hai saputo guardare Dio senza timore, dicendo a tutti che la nostra patria è nei cieli e li termina l'ultima corsa. Pietro, grazie per tutte le cose che ci hai dato».

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