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Il mondo si inchina alla freccia del Sud

Folla alla camera ardente allestita al Coni per onorare Mennea E l’atletica azzurra omaggia Pietro intitolandogli il Golden Gala

Tutti in fila per Pietro Mennea. Un abbraccio commosso, spontaneo, infinito per la «freccia del Sud», l’uomo dei sogni dell’atletica azzurra, il campione senza tempo scappato via troppo in fretta. Non solo il mondo dello sport, ma anche tanta gente comune, giovani e anziani, appassionati arrivati a Roma, nella camera ardente allestita presso il Salone d’Onore del Comitato olimpico nazionale, per onorare l’ex campione olimpico e detentore del record mondiale sui 200 metri per un periodo infinito, 17 lunghi anni, a testimonianza del valore dell’impresa realizzata nel 1979 a Città del Messico. Tutti in fila per una preghiera, un abbraccio alla moglie Manuela, o un semplice e commosso pensiero. «Ci hai regalato un sogno - si legge sul libro delle dediche - venirti a salutare era doveroso». «Un caro saluto nel mio ricordo di bambina - scrive un’altra tifosa del campione azzurro - hai dato lustro all’atletica italiana».

Lo sport ringrazia Mennea, il Comitato olimpico nazionale lo omaggia allestendo la camera ardente in una location prestigiosa, in quel Salone d’Onore dove «nessun atleta, in quasi cento anni, aveva avuto prima d’ora l’onore di essere salutato», come sottolinea il nuovo presidente dello sport italiano Giovanni Malagò. Ma come negare un simile riconoscimento alla «freccia del Sud», amato in ogni parte della penisola per i titoli conquistati in pista e fuori, per la classe e la spontaneità, nonostante i recenti attriti causati dalle battaglie sul doping e non solo? «Forse Pietro era un po’ integralista - ha osservato Malagò - ma soltanto perché era un grande: senza una simile rigidità non avrebbe probabilmente ottenuto gli stessi risultati. Per qualcuno è stato un personaggio scomodo, per me è stato il miglior testimone nella lotta al doping: perdiamo un gigante, una leggenda dello sport italiano».

Tra infiniti messaggi d’affetto, mazzi di fiori, una copia del libro «Il gabbiano di Jonathan Livingston» e persino una cartolina giunta da Berlino («Sei sempre il nostro mito»), al Foro Italico sono passati tanti volti illustri, dai membri del Comitato olimpico internazionale Franco Carraro e Mario Pescante all’ex segretario generale del Coni Raffaele Pagnozzi fino ad ex campioni come Dino Zoff, Francesco Rocca e Nino Benvenuti. E poi tanti presidenti federali, da Di Rocco a Chimenti fino al numero uno del calcio Giancarlo Abete: «Pietro era una persona tenace - ha ricordato il presidente della Figc - ha sempre creduto nelle cose che portava avanti, schierandosi con coraggio e autonomia». Un messaggio condiviso dal presidente della Fifa Joseph Blatter («Il mondo dello sport deve onorare un atleta eccezionale, un vero campione che ho sempre ammirato») e da un altro fantastico interprete dell’atletica internazionale, Sergej Bubka: «Pietro era un vero devoto del movimento olimpico - ha scritto l’ucraino, da quasi trent’anni detentore del primato mondiale del salto con l’asta - per noi tutti è una grande perdita».

In un Salone d’Onore commosso per l’ultimo saluto alla «freccia del Sud» e stupito dal racconto di Carlo Vittori, storico preparatore del fenomeno di Barletta («Nel 1983 Pietro era malato, ma arrivò comunque 2° ai Mondiali con la staffetta 4x100: memorabile»), non sono mancate le visite istituzionali. Il presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo ha indicato in Mennea «un punto di riferimento per i giovani: aveva un senso unico della correttezza e dell’eticità»; il sindaco di Roma Gianni Alemanno lo ha inserito «tra i nomi più grandi dello sport italiano del Dopoguerra: di fronte a lui Roma si inchina, saremo sempre presenti nel ricordarne la figura»; l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta gli ha reso il doveroso omaggio, così come il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, giunto al Foro Italico in tarda serata dopo un viaggio di lavoro all’estero per salutare il campione di Barletta, al quale era legato fin dai tempi della Sisport Fiat. Tutti in fila per l’indimenticabile «freccia del Sud», con una sorpresa annunciata dal presidente della Federatletica Alfio Giomi: «Il prossimo Golden Gala (di scena a Roma il 6 giugno, ndr) sarà intitolato alla memoria di Mennea». Il mondo si inchina alla «freccia del Sud».

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