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Il Papa lava i piedi ai giovani carcerati

La Messa del Giovedì Santo nel penitenziario minorile

Il Papa lava i piedi ai giovani carcerati

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Francesco ha regalato un’altra sorpresa. Lo stop ai biglietti per la Messa «in Coena Domini» prevista nella basilica di S. Pietro non era dovuto, come si era detto mercoledì sera, all’intenzione di invitare i poveri ma a un’altra iniziativa del Pontefice. Sempre a favore degli ultimi. Il Papa, infatti, andrà a celebrare la funzione del Giovedì Santo alle 17.30 nel carcere minorile di Casal del Marmo. Le motivazioni di un gesto che rappresenta una novità assoluta nella storia della Chiesa, le spiega una nota della sala stampa vaticana: «Com’è noto la Messa della Cena del Signore è caratterizzata dall’annuncio del Comandamento dell’amore e dal gesto della Lavanda dei piedi. Nel suo ministero come Arcivescovo di Buenos Aires, il cardinale Bergoglio usava celebrare tale Messa in un carcere, in un ospedale o in un ospizio per poveri o persone emarginate. Con la celebrazione a Casal del Marmo, Papa Francesco continua tale uso, che dev’essere caratterizzato da un contesto di semplicità».

La visita di un Pontefice in un carcere, e particolarmente in un istituto minorile, non è certo una novità. Già Pio IX visitò più volte i penitenziari romani e il 26 ottobre 1868 si recò al bagno penale di Civitavecchia. Storica la visita di Giovanni XXIII alla «Rotonda» di Regina Coeli, il giorno di S. Stefano del 1958. Dopo Paolo VI nel 1964, toccò a Giovanni Paolo II varcare più volte le soglie di una casa circondariale. Lo fece il 27 dicembre 1983 per incontrare a Rebibbia il suo attentatore Alì Agca e per celebrare il Giubileo dei carcerati a Regina Coeli l’8 luglio 2000, oltre a visite in altri istituti di pena come quella dell’11 novembre 1990 a Poggioreale. Benedetto XVI si recò il 18 dicembre 2011 nel penitenziario di via della Lungara e un anno dopo, il 17 dicembre, a Rebibbia. A Casal del Marmo il beato Giovanni Paolo II trascorse il pomeriggio dell’Epifania del 1980 e Benedetto XVI ci andò domenica 18 marzo 2007.

Ma la decisione di Francesco è senza dubbio rivoluzionaria. «Ha colto di sorpresa un po’ tutti - scrive l’Osservatore romano - ma allo stesso tempo ha già suscitato un clima di fervorosa attesa e di partecipazione da parte dei responsabili dell'istituto e degli stessi giovani ospiti per preparare una degna accoglienza. A guidarli sarà il cappellano padre Gaetano Greco. Religioso dell'Istituto terziari cappuccini dell'Addolorata, il sacerdote dirige anche Borgo Amigo, casa famiglia che accoglie ragazzi usciti da Casal del Marmo, dove viene offerta loro la possibilità di frequentare tirocini formativi per potersi reinserire nella società». Liana Giambartolomei, direttrice del carcere, ha dichiarato che in quanto laica «la notizia non mi ha fatto tanto effetto dal punto di vista religioso quanto dal punto di vista umano. Il Papa sta dimostrando di essere una persona attenta ai valori di bontà, di bellezza e di amore. I ragazzi ristretti hanno un gran bisogno di questi sentimenti». Positivamente impressionato anche il garante per i detenuti del Lazio Angiolo Marroni, che definisce «altamente simbolica» la visita: «Dopo il presidente della Repubblica e i presidenti delle due Camere», l’incontro con Papa Francesco «è un ulteriore grande contributo che viene dato affinché il carcere diventi una questione nazionale che tutti devono affrontare e con la quale bisogna fare i conti». Secondo don Virgilio Balducchi, ispettore generale dei cappellani delle carceri, la decisione del Pontefice «è un segnale forte, che testimonia l'attenzione e la sensibilità di questo Papa ai problemi del mondo della giustizia». Una notizia «che ci apre il cuore e speriamo che apra il cuore anche ai politici italiani affinchè si rendano conto dell'emergenza carceri, e si riesca a fare qualcosa di concreto per uscirne. Papa Bergoglio ha sempre avuto una costante attenzione ai problemi del mondo della giustizia. La situazione carceraria è difficile in Argentina come lo è quella italiana. E anche il carcere minorile di Roma sta vivendo un momento complicato». Il Papa dunque «va a trovare una delle sue chiese, proprio come le parrocchie alle quali rivolge un'attenzione particolare».

E a proposito di scelte a favore degli ultimi e degli emarginati, oggi alle 19 a Roma, nella chiesa di San Marcello al Corso si terrà una celebrazione per ricordare il vescovo Oscar Romero «uno dei tanti martiri dell'America Latina», come ha fatto sapere Perez Esquivel dopo l’incontro di ieri con Francesco.

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