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Il Papa ai diplomatici: lotta alla povertà e dialogo fra religioni

Francesco ha ricevuto gli ambasciatori presso la S. Sede. La dittatura del relativismo ostacolo alla pace. «Costruire ponti tra gli uomini senza dimenticare Dio»

Il Papa ai diplomatici: lotta alla povertà e dialogo fra religioni

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C’era attesa per il discorso di questa mattina di Papa Francesco ai diplomatici accreditati presso la S. Sede, considerato una sorta di «programma» della politica estera vaticana. Un programma che non si discosta da quanto il Pontefice ha già voluto mettere in evidenza in questi primi giorni di ministero petrino: lotta alla povertà, sia materiale che spirituale, e impegno per il dialogo tra uomini e religioni. Il Santo Padre, dopo il saluto del decano Jean-Claude Michel, ambasciatore del Principato di Monaco, ha ribadito l’auspicio che presto la S. Sede possa instaurare relazioni diplomatiche anche con quei Paesi con cui ancora non esistono rapporti ufficiali «alcuni dei quali - li ringrazio di cuore - hanno voluto essere presenti alla Messa per l’inizio del mio ministero, o hanno inviato messaggi come gesto di vicinanza». Il grido di Papa Francesco contro la povertà si è di nuovo levato alto: «Quanti poveri ci sono ancora nel mondo! E quanta sofferenza incontrano queste persone! Sull’esempio di Francesco d’Assisi, la Chiesa ha sempre cercato di avere cura, di custodire, in ogni angolo della Terra, chi soffre per l’indigenza e penso che in molti dei vostri Paesi possiate constatare la generosa opera di quei cristiani che si adoperano per aiutare i malati, gli orfani, i senzatetto e tutti coloro che sono emarginati, e che così lavorano per edificare società più umane e più giuste» ha sottolineato il Pontefice. Che però ha messo in guardia anche dalla «povertà spiriturale», da quella dittatura del relativismo già denunciata da Benedetto XVI perché se «ciascuno è la misura di se stesso», senza curarsi del bene altrui, diventa un ostacolo alla pace: «Non vi è vera pace senza verità». Francesco ha poi ricordato il titolo di «Pontefice», di colui che crea ponti, tra gli uomini e tra l’uomo e Dio: «Non si possono, infatti, costruire ponti tra gli uomini, dimenticando Dio. Ma vale anche il contrario: non si possono vivere legami veri con Dio, ignorando gli altri. Per questo è importante intensificare il dialogo fra le varie religioni, penso anzitutto a quello con l’Islam».

Lotta a povertà materiale e spirituale, edificare la pace e costruire ponti. Il programma di Francesco è tutto in questi punti, pochi e semplici ma estremamente impegnativi. Bisognerà vedere quanti saranno capaci di accogliere il suo invito e di affiancarlo nel cammino intrapreso.

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