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Cinque nomi per la poltrona più importante del Corpo

In pole Pecoraro, Pansa, Cavaliere, Gabrielli e Procaccini

Ancora è presto per parlarne. Più che altro si tratta di sussurri. Un tam tam discreto, considerando che Antonio Manganelli se n’è andato solo da poche ore. Ma il toto-successore è già cominciato. Come al solito, è fatto di voci, indiscrezioni, supposizioni, al peggio di pettegolezzi. Nulla di certo, dunque. In alcuni casi, però, il riferimento è a personaggi che hanno avuto incarichi «prefettizi».

Tra gli «amministrativi» è solida la candidatura del prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, alle spalle una lunga esperienza in diverse città italiane. Nato a Palma, in Campania, il 20 marzo 1950, è stato poliziotto. Ha ricoperto vari incarichi alla prefettura di Rovigo, nella segreteria delle forze di Polizia e al Viminale durante i governi Berlusconi e Dini. Dal 1995 è stato prefetto di Prato, e dal 2000 di Benevento. Nella Capitale è approdato nel 2008.

In pole position anche Franco Gabrielli, responsabile della Protezione civile. Come successore di Guido Bertolaso, è riuscito a ripulire l’immagine della struttura da lui diretta dopo gli anni di appalti e gestioni controverse finiti nel mirino della magistratura. È nato a Viareggio il 13 febbraio 1960. È stato direttore del Sisde e prefetto dell’Aquila. Prima ha lavorato nella Digos di Firenze, poi, nel 1996 è passato al Servizio Centrale di Protezione della direzione centrale polizia criminale. E nel 2001 è diventato capo della Digos a Roma. Il 23 ottobre 2003 è stato promosso a Dirigente Superiore per il contributo nell’indagine contro le Nuove Brigate Rosse. Nel luglio 2005 ha contribuito all’arresto di Hamdi Isaac, uno degli autori degli attentati di Londra. Insieme con Manganelli ha scritto il libro «Investigare».

Un altro nome che «gira» è quello di Nicola Cavaliere, vicecapo dell’Aisi. Il «superpoliziotto» Cavaliere, nato a Massa Marittima (Grosseto) il 7 giugno 1948, è stato vicecapo della Polizia e prefetto alla direzione anticrimine. Alla Mobile dela Capitale ha contribuito allo smantellamento della Banda della Magliana e come questore di Roma a quello delle nuove Br. Da direttore della Dac ha invece coordinato l’operazione che nel 2006 ha consentito la cattura di Bernardo Provenzano. Buone probabilità anche per Alessandro Pansa, 60 anni, capo del dipartimento Affari interni del Viminale. Ha ha una lunga esperienza investigativa, maturata in Calabria nella lotta alla ‘ndrangheta e poi nel contrasto al terrorismo rosso. Ultimo, ma non per chances, Giuseppe Procaccini, capo di Gabinetto della Cancellieri e, prima, di Maroni.

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