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Il saluto di una piazza commossa

Da tutta Italia per ringraziare il Pontefice che lascia il suo ministero

Il saluto di una piazza commossa

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In molti sono arrivati per vedere il Papa per l'ultima volta. Perché è vero che la prossima settimana ci sarà l'ultimo Angelus di Benedetto XVI, ma è anche vero che in quella domenica si andrà a votare. E così, sono partiti da Vicenza, da Cagliari, da Torino e da molte altre parti d'Italia per portare il loro saluto al Pontefice. Sono fedeli, ma anche persone che non vogliono perdere un momento storico: un Papa che rinuncia non è poi una cosa che capiti tutti i giorni. «Ho visto l'elezione di Giovanni Paolo II, ho visto l'elezione di Benedetto XVI, e vedrò anche l'elezione del successore» dice con un certo orgoglio Ida, una signora romana di circa settant'anni.

C'è commozione, non tristezza. Milena è venuta da Cagliari insieme al marito: «Spero solo - commenta - che il prossimo Papa sia più giovane, così almeno resta un po' di anni in più: non mi voglio affezionare di nuovo e poi staccarmi così all'improvviso. È come quando un figlio ti porta la fidanzata a casa: la ragazza ti piace, ti affezioni, poi all'improvviso si lasciano, e resti con un po' di vuoto».

C'è anche chi è arrabbiato. «Non doveva lasciare - dice Monica, una quarantina d'anni ben portati - perché quando ci si sposa mica si può divorziare». Come sono irremovibili quelli di Militia Christi, un gruppo cattolico tradizionalista, che resta ostinatamente fino alla fine e anche oltre la recita dell'Angelus, esponendo lo striscione: «Tu es Petrus, rimani!».

Gli striscioni sono molti, e tutti diversi. C'è quello di un gruppo di Comunione e Liberazione, che recita: «L'incredibile libertà di un uomo afferrato da Cristo. Grazie Santità». I Papa Boys scrivono: «Credo la Chiesa, Una Santa Cattolica Apostolica... con il Papa sempre!». E l'Oratorio di Chiesa Nuova porta uno striscione lunghissimo: «Ti abbiamo amato tantissimo, grazie».

Sicuramente vuole bene al Papa la famiglia di Vicenza (padre, madre, due figli e una amica) partita ieri mattina dal Veneto appositamente per salutarlo e poi ritornare a casa. Carlo, il capofamiglia, è sereno: «Ha fatto una scelta per amore della Chiesa. Di certo ci mancherà molto lo stile sobrio e umile di questo Papa nel guidare la Chiesa. Questa sua decisione ci ha fatto riflettere su cosa sia la Chiesa a prescindere dal Papa. Per questo siamo qui: per salutarlo e ringraziarlo».

Gioia, arrivata da Torino con un gruppo di amici, sottolinea che «questo gesto mi ha fatto sentire il Papa molto vicino, mi ha permesso di vedere il suo lato umano».

E poi, ovviamente, ci sono anche i curiosi. Come un gruppo di turisti americani: sarebbero dovuti partire ieri, sono rimasti qualche giorno di più, approfittando di un biglietto aereo «open»: «Non vogliamo perdere un momento così storico» dice una di loro.

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