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A San Pietro 150mila fedeli Una folla di pellegrini al penultimo Angelus

Maratona di preghiera dei Papaboys fino al 28 febbraio

A San Pietro 150mila fedeli Una folla di pellegrini al penultimo Angelus

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g.coletti@iltempo.it

Centocinquantamila fedeli oggi a mezzogiorno per il penultimo Angelus di Benedetto XVI, il primo papa dimissionario dell’era moderna, altri 35 mila già attesi per l’udienza generale che si terrà è piazza san Pietro mercoledì 27, la vigilia del suo addio al Pontificato, un «appuntamento per i fedeli della diocesi di Roma» e «lo trasmetteremo in diretta» ha detto il cardinale Agostino Vallini. Roma si prepara all’invasione, con il primo test della macchina organizzativa, la cabina di regia per la task-force messa a punto in Campidoglio rodata proprio stamattina, più autobus, più corse della metropolitana, navette per i disabili e presidi del 118 e protezione civile schierata in campo. Il mondo ci guarda. Roma ha gli occhi puntati addosso come ai tempi dell’addio a Giovanni Paolo II, i balconi intorno al colonnato del Bernini affittati a mille euro al giorno dalle tv del globo, e i Papaboys in pista come nel 2005: in queste ore, anche se è domenica, il presidente, Daniele Venturi, oggi 41enne e gli altri ex ragazzi, stanno chiedondo le autorizzazioni per aprire piazza San Pietro alla veglia sabato 23, la lunga notte prima dell’ultimo Angelus. E da ieri hanno allungato la maratona di preghiera nella Chiesa della Modonna delle Grazie alle Fornaci, la parrocchia dei padri Trinitari con vista sul Cupolone, una maratona da guinness dei primati, che passa da 60 ore a 300, fino al 28 febbraio, l’ultimo giorno di pontificato, con i ragazzi del Papa nati con Wojtyla e cresciuti con Ratzinger in raccoglimento giorno e notte, e i cinque frati tra cui il parroco, padre Mario Castiglione, tirati giù dal letto per commoventi confessioni notturne. «Quando meno te le aspetteresti, in piena notte o all’alba nell’ora in cui si esce dalla discoteca» ha detto ieri Venturi.

Benedetto Uomo scuote le coscienze, come testimoniano le «migliaia e migliaia telefonate» ha detto ieri Dino Boffo, direttore di rete della televisione dei vescovi Tv2000, con la gente che chiama per chiedere che succederà alla Chiesa Cattolica a fine mese quando il Papa salirà sull’elicottero che lo porterà a Gastelgandolfo dove resterà due mesi prima che entri nel convento dello suore «Visitandine» e si «nasconda al mondo» come lui stesso ha detto giovedì nell’aula Nervi ai parroci delle chiese romane. Tante domande anche per sapere semplicemente come sta il Papa, mai come in questi giorni vicino alla gente, dopo l’annuncio choc e chissà quanto tempo ancora ci vorrà per digerire la notizia.

Ma oggi è anche la domenica in cui nelle chiese di Roma si prega per il Papa. «La preghiera dei fedeli» in ogni parrocchia aveva chiesto il cardinale Vallini. In molte parrocchie si stanno organizzando maratone di preghiera con adorazioni e rosari davanti al Santissimo, come sta mettendo in cantiere don Alfredo Fernandez parroco della Chiesa di Nostra Signora di Valme a Villa Bonelli, iniziative che potrebbero partire oggi pomeriggio, per accompagnare il «tempo del silenzio del Papa», che dopo il penultimo Angelus, inizia gli esercizi spirituali Quaresimali con la Curia Romana guidati fino a sabato 23 dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio della Cultura, una settimana in cui vengono sospese le udienze private e speciali, compresa l’udienza generale.

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