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Dopo la rinuncia un conclave lampo

L’elezione del Papa potrebbe avvenire già tra il 17 e il 19 marzo Celebrazione della liturgia della Parola per l’addio di Benedetto XVI

Sono attese 150 mila persone in piazza San Pietro mercoledì 27 febbraio, per il saluto di Benedetto XVI al Popolo di Dio. Non sarà la consueta udienza generale: si pensa - ha affermato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede - ad una Liturgia della Parola. Sarà l'ultima celebrazione pubblica di Benedetto XVI, che poi partirà, per essere nascosto dal mondo: prima a Castel Gandolfo (per due mesi) e poi nell'ex convento di clausura Mater Ecclesiae, dentro le Mura Vaticane.

Ma per il nuovo Papa si potrebbe non dover attendere a lungo. Si è parlato fino ad oggi di un’attesa di 15-20 giorni dall'inizio della sede vacante, e sulla base di questi calcoli si è ritenuto che il conclave potesse iniziare a metà marzo. Ma in realtà, l'Universi Dominici Gregis - la costituzione apostolica che definisce anche come si elegge il Papa - stabilisce solo che «dal momento in cui la Sede Apostolica sia legittimamente vacante, i Cardinali elettori presenti debbano attendere per quindici giorni interi gli assenti» e che possono attendere al massimo fino al ventesimo giorno. Una norma stabilita perché in caso della morte del Pontefice, i cardinali elettori sparsi per il mondo devono organizzarsi per venire a Roma per il conclave.

Ma la scelta di Benedetto XVI di rinunciare al ministero petrino stabilendo un giorno preciso per l'inizio della sede vacante ha stretto i tempi: i cardinali già si stanno muovendo, alcuni saranno a Roma già per il 27 o 28 febbraio, giorno in cui il Papa saluterà il Collegio Cardinalizio.

E così, il Conclave potrebbe anche essere convocato prima della metà del mese. E - qualora l'elezione del nuovo Papa avvenga in tempi rapidi - ci potrebbe essere la messa di inizio pontificato già domenica 17 marzo, o il 19 marzo, giorno di san Giuseppe, cosa che permetterebbe ai cardinali di tornare nelle loro diocesi in tempo per la Domenica delle Palme. Ma c'è ancora un Papa nel pieno delle sue funzioni, e non ce lo si deve dimenticare. Domani, penultimo Angelus di questo pontificato, sarà presente una delegazione del Comune di Roma, capeggiata dal Sindaco Gianni Alemanno, con tanto di gonfalone. È prevista una piazza gremita, un vero bagno di affetto per un Papa che ha saputo conquistare il cuore dei fedeli.

Intanto Benedetto XVI, come chi vuole lasciare la casa in ordine prima di andare via, fa gli ultimi atti del suo governo. Ieri ha rinnovato la Commissione Cardinalizia di Vigilanza dello IOR, che sarà composta per i prossimi cinque anni dal Segretario di Stato Bertone e dai cardinali Tauran, Scherer, Toppo e Calcagno. Quest'ultimo, presidente dell'Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, una sorta di «banca centrale» del Vaticano), subentra al cardinale Attilio Nicora.

Una sostituzione fisiologica: Nicora è anche presidente dell'Autorità di Informazione Finanziaria vaticana, che ha compiti di vigilanza anche sullo IOR. E poi, Nicora era entrato nella commissione quando era presidente dell'Apsa, incarico che ora è di Calcagno. La commissione resterà in carica per cinque anni. C'è una regola non scritta, ma sempre attuata, e cioè che il presidente della commissione è sempre il Segretario di Stato, e quando questo cambia, cambia anche il presidente della Commissione cardinalizia. Bertone, insomma, non è destinato a rimanervi a capo nel momento in cui sarà avvicendato. Ieri c'è stata anche l'ultima delle visita ad limina dei vescovi.

Era il turno dei vescovi della Lombardia, che sono andati in dieci, guidati dal cardinal Angelo Scola, arcivescovo di Milano, e dal suo predecessore Dionigi Tettamanzi. Scola ha raccontato poi a Radio Vaticana che il Papa era «il più sereno dei presenti», ed ha «insistito moltissimo, ma è il tema di questo grande pontificato, sulla gioia della fede che era stata sottolineata anche da tutti i vescovi che sono intervenuti nel dialogo con il Santo Padre».

Il Papa ha anche ricevuto il presidente del Guatemala Otto Fernando Pérez Molina. Al termine dell'incontro, il Papa ha salutato i giornalisti, e padre Lombardi, gli ha chiesto se poteva esprimere ai giornalisti la sua gratitudine per il loro lavoro. «Ma certamente», ha risposto Benedetto XVI.

Da stasera alle 18 cominciano gli esercizi spirituali di Quaresima per la Curia, che saranno guidati dal cardinal Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Per una settimana, il Papa sarà in preghiera, senza appuntamenti ufficiali se non un incontro giornaliero con il suo segretario (e Prefetto della Casa Pontificia) Georg Gaenswein, per la firma delle pratiche correnti.

Poi, cominceranno gli ultimi cinque giorni di pontificato: l'Angelus della domenica, l'Udienza generale del mercoledì, l'incontro con i cardinali e infine la partenza in elicottero per Castel Gandolfo, alle 17 del 28 febbraio e sarà seguito in diretta ta televisiva.

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